Cesare Zavattini “Parliamo tanto di me”

A dispetto del titolo questo piccolo libro non parla tanto del protagonista, quanto di una immaginaria avventura che parte da un bizzarro mondo popolato di spiriti e fantasmi.

Uno di questi prende il narratore e lo trasporta in volo in un fulmineo viaggio di sapore dantesco che si dipana fra Purgatorio, Paradiso e soprattutto Inferno, con visita a svariate bolge.

E’ del tutto plausibile che questo libretto, pubblicato nel 1931, abbia suscitato non poco scalpore, anche per lo stile surreale, istrionico e manifestamente provocatorio tipico del suo autore: tanto per dirne una Zavattini fu quello che ancora nel 1976, in piena Rai bacchettona e censoria, annunciò: “Adesso dirò una parola che finora in Rai non ha mai detto nessuno“; e dopo una studiata pausa scandì “Cazzo” prendendo tutti di sorpresa, regista compreso.

Ciò detto questo libro mostra appieno gli anni che ha, e leggerlo oggi ha molto meno senso e soprattutto impatto di quando apparve.

Poronga

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