Nicola Crocetti & Jovanotti “Poesie da spiaggia”

Sul piano della convenienza nulla da dire. Alla fine per 15 euro vi portate a casa 115 poesie che fanno più o meno 13 cent a poesia (44 poesie italiane e 71 poesie tradotte). Mark Twain direbbe che non è proprio un affarone, però di questi tempi non vi potete proprio lamentare. Ma vale la pena acquistare questo volumetto dal bel titolo ammiccante e disimpegnato? La risposta è: dipende da qual tipo di lettori di poesia voi siate.

Leggete poesia in spiaggia? Leggete poesia di autori stranieri tradotti? Siete dei fan di Jovanotti? Vi piacciono le antologie poetiche? Rispondo per il tipo di lettore che sono io. La spiaggia? Non mi pare il luogo più adatto per leggere poesia. Di solito la spiaggia è affollata e la gente è rumorosa. La poesia la preferisco in silenzio, in raccoglimento: forse si può leggerla sopra una scogliera. Ma “poesie da scogliera” avrebbe reso il titolo troppo acuminato e un po’ snob. I poeti tradotti? Fin dalla più tenera età mi fanno l’effetto che mi fa Dante tradotto in inglese. “Nel mezzo del cammin di nostra vita” diventa “In the middle of the journey of our life”. Cosa resta? La poesia è lingua e se la lingua dispare cosa rimane? Resta a malapena una traccia del contenuto. Con buona pace di Crocetti editore che ci crede e che traduce e vende poeti tradotti. Altra cosa è quando a tradurre (tradire) è un bravo poeta. Ma allora l’operazione diventa una truffa legalizzata. I lirici greci di Quasimodo, per intenderci, che riguardano poco il greco antico e i suoi autori, ma rappresentano l’icona quasimodea della grecità. Siete fan di Jovanotti? Non potete perdervi questo libro del vostro artista preferito! Solo per il fatto che Cherubini Lorenzo, fra i pochissimi, mostra di aver capito che poesia e canzone (musica leggera) hanno poco a che spartire, il vostro idolo meriterebbe un monumento. Ambedue le arti si servono di parole, ma con modi e per scopi differenti: la poesia fa il salto in alto, la canzone il salto con l’asta (l’asta è la musica). Il fatto che i cantautori nell’immaginario collettivo abbiano preso il posto dei poeti non fa di loro dei poeti. Private della musica, le parole delle canzoni stampate sulla nuda pagina e lette alla maniera delle poesie generano imbarazzo e talvolta effetti comici. Se amate le antologie poetiche compratela, non foss’altro per criticarne le scelte. Le antologie poetiche a me piacciono moltissimo: invidio chi le fa e chi le pubblica. Anche questa l’ho divorata con passione (per i soli autori italiani). Ho riempito di insulti i compilatori e le loro scelte, ma ho anche scoperto una bella poesia di Giuseppe Parini che non conoscevo. Del florilegio Jovacrocettiano alla fine mi son piaciute 7 poesie sulle 44 italiane. (Maledizione: c’è pure un errore in quella di Montale, ma se ne accorgeranno in pochi). Insomma, i miei gusti non sono quelli di Crocetti né di Jovanotti: un fatto che però potevo facilmente prevedere. Ma chi non legge e non conosce la poesia potrebbe cominciare anche da qui a scoprire quella che forse è la migliore espressione della letteratura italiana del secolo scorso. Ogni antologia è specchio di chi la fa. In questo caso non c’è da gridare allo scandalo né al prodigio. Jova è un sano e interessato lettore. Un lettore di poesie fra pochi altri lettori (ci sono più “poeti” che lettori di poesie), ma che dall’alto della sua popolarità si preoccupa di una moltitudine che perde qualcosa di bello. Insomma, se di “operazione commerciale” si tratta, è stata compiuta in buona fede, con materiale nel complesso accettabile e senza voler fare il cànone a nessuno. E poi, se non leggete poesia, potreste comprare questa antologia alla moda e darvi finalmente un tono fra gli ombrelloni: Al tuo vicino fa’ uscir la bile / con le poesie sull’arenile.

G.S.

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4 thoughts on “Nicola Crocetti & Jovanotti “Poesie da spiaggia”

  1. Oltre quelle che mi hanno fatto imparare a memoria a scuola -e hanno fatto bene!- poesia ne ho letta pochissima.
    Però recentemente mi è capitata in mano una raccolta di Neruda, e me la sto godendo (a proposito, capisco tutte le riserve sulla traduzione, ma un verso come “Tu sei come la notte,/ taciturna e stellata./ Di stella è il tuo silenzio,/ così lontano e semplice.” piuttosto che non leggerlo affatto preferisco leggerlo tradotto).
    L’altro giorno su Rai Cultura ho visto la presentazione di “Poesie da spiaggia” e mi è sembrata da parte tanto di Crocetti che di Jovanotti una cosa onesta e appassionata.
    Ora questa raccolta me la sto leggendo piano piano, seguendo l’ottimo consiglio di Crocetti di leggere e rileggere le poesie, magari anche imparandole a memoria.
    Quindi a me questo libro fa bene e forse mi introdurrà meglio a un mondo che so bellissimo, ma che per pigrizia finora ho trascurato.

    P.S.: mi piacerebbe sapere le sette poesie che ti sono piaciute

  2. Ecco la mia classifica:

    n.1 p. 138. A parte l’errore, tale è la distanza fra questa poesia (tecnica, linguistica e artistica) e tutte le altre selezionate che mi sono sorpreso: temo sia una scelta casuale e un po’ inconsapevole. (Da mandare a memoria).
    n. 2 p. 37. Non la conoscevo e mi andrò a rileggere tutto il Giuseppe di Bosisio.
    n. 3 p. 61. Pierpa è sempre molto autoriferito, ma è Pierpa e dunque molto gli si perdona.
    n. 4 p. 95. Retorico, impressionistico, insopportabile ma poi ti infila l’ultimo verso: non lo perdoni, ma non puoi negarne il talento.
    n. 5 p. 130. Anche qui temo che la scelta sia un po’ casuale: ma è il solo pedofilo che piace a tutti.
    n. 5 p. 91. Insopportabile, ma inconfondibile.
    n. 6 p. 92. Meglio questa che nulla.

  3. Grazie.
    Al neofita, che sarei io, è anche piaciuta quella di De Luca (pg. 39). L’argomento è facile ma forse anche per questo è più complicato scrivere qualcosa di buono.
    Bella anche quella di Pascoli; ma non ha anche scritto cose tremende?
    Poi volevo sapere cosa ne pensi del fare imparare la poesie a memoria ai ragazzini.

    PS per i lettori: il nostro G.S. di poesia sa e intende assai, come credo si capisca da quello che scrive

    • Pascoli va letto con attenzione e pazienza. E’ il penultimo dei poeti dell’Ottocento e prepara e ispira molto del Novecento anche se non sarà lui a uccidere D’Annunzio, ma un giovine tisico piemontese: guidogozzano. Nulla è memorabile, ma molto è rilevabile in Pascoli e poi c’è quel suo fantastico rapporto incestuoso con la sorella! Una personalissima, criticabile, ma geniale antologia di Pascoli è quella curata da Cesare Garboli nei meridiani. Parecchio Pascoli rifluisce naturalmente in Pasolini: anche lui per molti aspetti un grande incompiuto quanto il suo ispiratore.

      Io sono stato molto fortunato, perché la mia maestra mi fece imparare a memoria La notte santa di Gozzano aprendomi al modo delle rime, delle assonanze e dei versi fatti bene. Poi ho avuto un babbo commercialista che oltre ai soldi contava le sillabe dei versi perfetti di Montale.
      A mio avviso un po’ di poesia a memoria può fare molto bene. Se nel bagaglio mnemonico-spirituale d’un italiano ci sono intere canzoni pop, non sarebbe male ci fosse anche un pizzico di Dante, una spolveratina di Leopardi e un tocchettino di Montale.

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