Dario Voltolini “Il giardino degli aranci”

Nino Nino (il nome che è rimasto attaccato al protagonista quando da piccolo imitava il rumore delle sirene che solcano la città) ha rincontrato per caso all’Ikea un suo antico e acerbo amore, mai sbocciato per equivoco.

I due si danno appuntamento in un famoso giardino di Roma, che sta sull’Aventino (visita consigliata).

L’attesa di questo incontro dà a Nino Nino, ormai felicemente sposato con figli, l’estro per ripercorre la storia dei suoi rapporti con l’altro sesso; una storia né particolarmente ricca né particolarmente povera, una storia simile a tante altre eppure diversa da tutte le altre.

Si tratta di un breve libro, delicato e assorto, scritto con lo stile limpido e sereno proprio di questo autore (lo stesso del bel “Foravia”, già commentato), che per esempio ricorda “una ragazzina che accavallava le gambe scoprendo ora l’una ora l’altra coscia luminescente sguisciante dalla divisa scura, dando una configurazione pittorica e plastica a una della forme più belle del mondo”; cosa sulla quale concordo perfettamente.

Poronga

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