Paolo Di Paolo “Dove eravate tutti”

Il professor Tramontana, severo e compassato docente di liceo, poco dopo il suo pensionamento investe in automobile davanti alla scuola dove ha insegnato il suo ex-alunno Marangoni Thomas, col quale sembra avesse avuto un difficile rapporto. C’è il forte dubbio che lo abbia fatto apposta. La cosa è ulteriormente aggravata dal fatto che Marangoni Thomas (così il ragazzo viene rigorosamente chiamato nel corso di tutto il romanzo, almeno fino al punto in cui sono arrivato a leggerlo)  intratteneva una più che amichevole relazione proprio con la figlia del professore, che ovviamente la storia dell’investimento la prende abbastanza male.

Il racconto è affidato al figlio maschio di Tramontana, Italo, che sullo sfondo di una cronaca ventennale che parte dalla “discesa in campo” di Berlusconi per passare all’attentato alle Torri Gemelle fino alla elezione di Obama, si occupa principalmente del rapporto padri/figli, o meglio del rapporto padre/figlio.

In questo singolare libro, che non ha lo sviluppo tipico del romanzo, Di Paolo mi pare cerchi soprattutto di rendere e sviluppare il suo peculiare modo di vedere le cose del mondo.

Però, almeno a me così è parso, il romanzo non “quaglia”, non prende quota. Sicché dopo circa un centinaio di pagine l’ho abbandonato, pensando che la cosa migliore del libro, tutto sommato, è il titolo.

Poronga

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