Lee Child “Zona pericolosa”

Indotto dalla solita entusiastica segnalazione, stavolta su “La lettura” (tu quoque!), mi sono indotto a leggere questo libro, sperando di divertirmi (ogni tanto ci vuole, no?). È andata male.

Jack Reacher, dopo avere servito la patria come militare dedicandole la vita, all’età di 35 anni viene buttato fuori senza tanti complimenti perché non serve più. Da sei mesi vive una vita randagia fra greyhounds, motel, tavole calde ecc. (ma almeno qualche volta si cambierà le mutande?).

È un marcantonio duro, super-addestrato e straordinariamente acuto e perspicace, al quale è molto meglio non pestare i piedi; ma ha anche un’anima pura e intatta: insomma, una specie di Rambo.

Durante una delle sue peregrinazioni decide improvvisamente di scendere dall’autobus sul quale stava viaggiando per farsi 8 ore a piedi sotto la pioggia e giungere a una cittadina-modello spersa nella Georgia, nella quale, per  pura coincidenza, il fratello maggiore, che ha avuto una vita più o meno parallela alla sua, è stato ucciso.

Reacher si trova infilato in una storia complicatissima con gente cattivissima che falsifica e spaccia denaro. Nel corso degli eventi ha anche il tempo di intrecciare una storia d’amore con una conturbante poliziotta, che chiama solo e sempre per cognome: Roscoe (boh).

Il libro è costellato da espressioni quali: “il cranio gli si spaccò sul cemento“, “allora gli spezzai i mignoli“, “erano uomini morti, ormai, perché io avrei dato loro la caccia senza pietà, avrei sorriso mentre crepavano“, “promesso, bambina“, che uno perdonerebbe anche, se il libro avesse delle buone qualità di ritmo, trama, eccetera.

In mancanza di ciò vengono fuori anche altre cose, quali ad esempio la mania dell’autore per l’espressione “si strinse nelle spalle” (la si incontra circa 60 volte: potenza dell’e-book), o il fatto che uno dei poliziotti co-protagonisti del romanzo quasi tutte le volte che entra in scena prima a poi “grugnisce“.

Il romanzo è anche lungo, per cui giunto a circa metà ho volentieri lasciato perdere.

Sono però andato a leggere la trama su Wikipedia per vedere “come finisce”, ricavando l’impressione che in definitiva si tratti di un per lo più sanguinoso polpettone.

Poronga

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