Jean Paul Sartre “La nausea”

SENZA VOTO Allora: ci ho provato per ottanta pagine e non ho capito praticamente nulla. Mi piacerebbe aver tentato di leggere questo libro negli anni ’70-’80 quando era un libro di culto; chissà.

Poronga

2 thoughts on “Jean Paul Sartre “La nausea”

  1. Forse perché si tratta di un libro filosofico.
    Fra i pochi ricordi letterari che serbo di questo libro c’è il personaggio dell’Autodidatta, un tizio che legge i libri della biblioteca in ordine alfabetico per autore.
    Spesso mi sento un po’ idiota come lui. Specie quando intraprendo certe imprese alfabetico cronologiche: quest’anno, ad esempio, leggerò tutte le lettere di Mozart ascoltando tutte le opere di Haydn. Tutte e due in fila, in preciso ordine cronologico.
    G.S.

    • E’ un libro stranissimo, con tre personaggi, una vaga trama, e certamente numerose digressioni filosofiche, la maggior parte delle quali peraltro ho trovato oscure e astruse, anche per il guazzabuglio in cui sono inserite.
      Quello che mi sorprende e perplime e che ai tempi fu un romanzo molto diffuso.
      Certo che i tempi sono davvero cambiati.
      Comunque trovo molto più stimolante leggere le lettere di Mozart ascoltando Haydn.

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