Maurizio Maggiani “L’eterna gioventù”

Il sogno dell’Anarchia lungo cinque generazioni. Si parte dall’Armando, detto il Garibaldo, che partecipò alle imprese del Generale, e che si trovò alla fine della sua vita nel porto di Genova, a gestire una specie di cucina galleggiante che vendeva pasti caldi ai marinai direttamente alle barche. Si prosegue con la figlia Anita, detta la Canarina per il colore giallognolo che impregnava le mani e il volto delle donne che, come lei, lavoravano il tritolo nell’industria bellica; un personaggio leggendario che vive fino a 117 anni. Poi Sirio, che combatte nella prima guerra mondiale, agli ordini del giovane tenente Alessandro Pertini, per poi dedicarsi a un pericolosissimo lavoro in miniera. Indi Saverio, detto l’Artista, cui è affidata la narrazione del libro, che a un certo punto inizia ad utilizzare le sua capacità di litografo per stampare bellissimi dollari falsi; carcerato a Marassi per sette anni, produce poi artigianalmente altrettanto belle pipe. Suo figlio Mauri farà invece il poliziotto, mentre il di lui figlio Saverio, detto il Menin, lo vedremo soprattutto alle prese con la sua “più che nonna” Canarina.

È un libro di grande respiro, che racconta con un abilissimo taglia e cuci i frammenti di vita non solo di queste persone ma anche di altri personaggi fra cui Garibaldi, Anita, Antonio Meucci, Gaetano Bresci, Carlo Tresca, Sandro Pertini, fino a comporre un grande quadro, strettamente intrecciato con le vicende storiche, ricco di forti ed appassionati ideali, per i quali si può anche andare incontro a morte certa senza pensarci due volte. Emblematica è la frase, non so se vera, che a un certo punto scrive Pertini (la cui alta figura riscatta il vecchietto certamente di grandi principi ma anche bisbetico ed autoritario del suo settennato) dal carcere in cui fu a lungo rinchiuso: “Ci sono momenti in cui occorre battersi non solo senza paura ma anche senza speranza“.

Il romanzo attraversa guerre, tentativi di rivoluzione e rivolta soffocati nel sangue, ma anche mari e continenti, da Genova a New York, da San Pietroburgo a Sidone.

La lettura talvolta è un po’ faticosa, soprattutto per chi non conosca Maggiani, che ha comunque l’indubbio merito di essere un autore ricco e appassionato, dalla inconfondibile impronta umana e narrativa.

Poronga

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