James Baldwin “Un altro mondo”

J. B. è autore di una certa importanza. Per esempio Paul Auster in “4321” lo cita diverse volte, il che mi ha incuriosito. Però questo libro a me proprio non è piaciuto.

Ambientato nella New York degli anni ’60, l’epoca in cui il libro è stato scritto, racconta la vita difficile e spesso tragica di coloro che ne sono protagonisti, a partire da Rufus, un giovane batterista jazz nero, sofferente e alla deriva. A lui si sostituisce nel racconto la sorella Ida, compressa in un umile lavoro di cameriera, ma che forse sta sbocciando quale cantante di grande talento. E devo dire che le descrizioni di Rufus e Ida quando suonano o  cantano nelle fumose e alcoliche atmosfere dei locali del tempo costituiscono la parte migliore del libro, per il resto soprattutto dedicato a descrivere l’impossibile interazione fra neri e bianchi. Principale rappresentante di questi ultimi è Vivaldo, amico fraterno di Rufus, che intraprende con Ida una relazione burrascosa e tossica per entrambi.

Poi ci sono altri amori, per esempio quello fra Eric e Yves, descritto in un capitolo che ho trovato noioso, enfatico e sdolcinato, o quello fra Richard e Cass; tutti amori complicati, estenuanti e senza speranza, nel caos di letti eternamente sfatti, abiti accumulati qua e là, frigoriferi vuoti e tanto bere.

L’amore omosessuale è trattato in modo molto coraggioso ed esplicito (curioso però è il fatto che tutti i maschi del romanzo siano almeno bisessuali, cosa che invece non succede per le donne, tutte rigorosamente etero).

Baldwin scrive con molta foga e partecipazione emotiva, ma spesso gli scappa la mano, onde il romanzo è punteggiato da frasi del tipo: “Il viso di Cass era bagnato, ma non sapeva se per la pioggia o per le lacrime“; “Eric si piegò e gli baciò l’ombelico, seminascosto tra i peli gitani, aggrovigliati”; “Vivaldo tremò come non aveva mai tremato in vita sua“; “Gli uomini sono così indifesi quando sono feriti “; “Lui cominciò a piangere, perché lei lo stava svuotando della sua innocenza“; “Non aver paura. Io non avrò paura se non ne avrai tu“; “Durante quel terribile, interminabile secondo in cui rimase a guardarlo, Cass scoprì che lo amava“. Il profumo della soap opera incombe.

In un romanzo dominato dalla angoscia esistenziale, arriva poi un finale inaspettato quanto zuccheroso.

Poronga

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...