Jennifer Haig “L’America sottosopra”

Bakerton, una cittadina della Pennsylvania, è nata e ha prosperato, subendo peraltro i pesanti effetti collaterali dell’inquinamento, grazie all’estrazione del carbon fossile di cui il suo sottosuolo era ricchissimo. Cessata questa attività e chiuse le miniere, Bakerton è caduta in uno stato quasi comatoso, fino a che non viene messa a punto una nuova tecnica di estrazione dal suolo di gas effettuata grazie alla devastante fratturazione del terreno, che comporta immani scavi sotterranei.

Una società/mostro che utilizza questa tecnica estrattiva sguinzaglia i suoi agenti per ottenere dai piccoli proprietari fondiari l’autorizzazione allo svolgimento sui loro terreni delle attività a ciò inerenti; quasi tutti firmano a prezzi stracciati e soprattutto senza avere la minima idea delle conseguenze cui potrebbero andare incontro, prima fra tutte il grande inquinamento della falda acquifera, cosa che viene constatata allorché l’acqua per gli usi domestici incomincia a puzzare, talora addirittura incendiandosi.

L’inquinamento non riguarda solo l’ambiente ma anche i rapporti fra i membri della comunità locale, divisi fra coloro che hanno firmato e coloro che si sono invece rifiutati, in tal modo intralciando l’operazione, anche per quanto riguarda l’incasso dei compensi previsti a favore dei primi.

Questo è il contesto in cui Haig colloca un grande racconto dai molti risvolti e dai molti personaggi, fra i quali spiccano Rena e Mach da un lato e Rick e Shelby dall’altro.

Mack, donna dura e determinata, ma anche molto stanca, gestisce con l’aiuto della sua compagna Rena, che arrotonda il non brillante bilancio familiare lavorando come infermiera in ospedale, una piccola azienda lattiero-casearia rigorosamente bio, gravemente minacciata da quanto sta accadendo.

Rick ha canto suo firmato l’autorizzazione sperando di affrancarsi dal suo lavoro di guardia carceraria con lo scopo, grazie ai finanziamenti che dovrebbe ottenere, di rivitalizzare l’azienda agricola paterna. La moglie Shelby subisce questa scelta, assistendo sempre più sgomenta ai disastri ecologici che si stanno materializzando, mettendo a repentaglio la salute dei figli.

Sfondo di tutto ciò è il disastro nucleare della centrale di Three Mile Island, verificatosi alcuni decenni prima in Pennsylvania, ma che evidentemente non ha insegnato nulla.

Il romanzo si fa leggere, ma secondo me ha il non piccolo difetto, al di là della lodevolezza del tema affrontato e degli scopi sottesi, di restare abbastanza poco definito tanto nella narrazione che nei personaggi, correndo il rischio di non lasciare tracce significative.

Insomma, lo si può leggere, ma anche no.

Poronga

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