Carmen Korn “Figlie di una nuova era” di Carmen Korn

Se avete amato la saga della Ferrante non fatevi scappare questa straordinaria trilogia che seguendo, come nell’amica geniale, l’intera vita di due amiche d’infanzia ci racconta il Novecento tedesco invece di quello italiano, sostituendo l’ambientazione napoletana con quella di Amburgo, perché, come scrive Alessandra Fontana nel sito web La lettrice controcorrente è: “Uno strano destino, quello delle donne nate nel 1900: avrebbero attraversato due guerre mondiali, per due volte avrebbero visto il mondo crollare e rimettersi in piedi, stravolgersi per sempre sotto i loro occhi”.

In questo caso le amiche diventano ben presto quattro, perché alle originarie Henny e Kathe si aggiungono per diverse vicissitudini legate al medesimo lutto, Ida e Lina, quattro donne molto diverse tra loro ma che rimarranno unite fino alla morte, in quello che potremmo definire un vero e proprio manifesto dell’amicizia al femminile.

Intorno a loro si forma via via una fantastica famiglia allargata dove tutti si amano e si sostengono, popolata da ogni possibile tipologia umana, ci sono medici, omosessuali, modelle, emigrati cinesi, comuni ante litteram, rivoluzionarie armate, musicisti, scappati di casa (nel vero senso), genitori tardivi o adottivi o incerti, e chi più ne ha più ne metta, ma prima o poi tutti, magari fallendo nei primi tentativi, trovano l’anima gemella e la felicità.

In questo contagioso ottimismo i personaggi della tedesca si distaccano da quelli della Ferrante, ma il senso resta uguale: il “secolo breve” ha regalato così tante emozioni, sia belle che brutte, a chi ha avuto la fortuna di viverli e soprattutto di superarli indenne, che alla fine tutto può essere affrontato, anche il più tragico dei dolori.

Ovviamente nel raccontare il 900 tedesco c’è dentro di tutto, come in quello italiano della Ferrante, dalla grande guerra al nazismo, dal muro di Berlino ai Beatles che arrivano ad Amburgo prima di diventare i Beatles, e dalle RAF al nuovo millennio global.

Bellissimi anche tutti i personaggi maschili (Rudi, Tian, Theo, ecc.) perché sono loro a giocare un ruolo fondamentale nel rapporto tra le quattro amiche, e bella l’idea, anche qui discostandosi dalla Ferrante e sempre per quel differente ottimismo che l’autrice de l’Amica geniale non aveva, di far perpetrare il nucleo di quella sempre più variopinta famiglia allargata a figli e nipoti capaci di rinnovare quella radicata complicità dei fondatori.

Scritto benissimo e con grande capacità di catturare il lettore senza scendere nel feulletton, al termine del terzo libro della saga ti resta solo una gran voglia di precipitarti ad Amburgo per vincere la nostalgia di quell’irripetibile consesso umano che ti ha tenuto compagnia per così tanti giorni. Io l’ho letto durante il lockdown da COVID, ma direi che anche le vacanze estive si prestano. I titoli della trilogia, rigorosamente da leggere tutta intera e di filato – come per la Ferrante il secondo è il migliore – sono: Figlie di una nuova era, pubblicato nel 2018, E’ tempo di ricominciare (2019) e Aria di novità (2020).

E se vi piace come scrive la Korn, è già uscito un quarto romanzo che dovrebbe inaugurare una nuova saga ma questa volta in due volumi e che sto leggendo in questi giorni: Quando il mondo era giovane.

Davide Steccanella

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