Olga Tokarczuk “Nella quiete del tempo”

Il romanzo è ambientato a Prawiek, immaginario villaggio polacco stretto fra due corsi d’acqua, la Bianca e la Nera, nel quale si succedono le storie di tre generazioni, che passano attraverso le due guerre mondiali con tutto il carico di sofferenze che ciò comporta.

Sinceramente non so che dire di questo romanzo, dai toni mistici, simbolici e quasi onirici, in cui grande parte hanno i funghi, gli alberi e il mondo vegetale in genere; forse solo che questo tipo di letteratura, così lontano dalla mia sensibilità, decisamente non fa per me, tant’è che a distanza di pochi giorni mi ricordo pochissimo.

Ma almeno questo libro l’ho finito, a differenza per esempio de “Il paese delle prugne verdi” della rumena Herta Muller (altro premio Nobel), dove dopo poche pagine ho capito che non ce la potevo proprio fare.

La testa e mezzo, quindi, qui più che mai è frutto dei miei personalissimi gusti e interessi.

Poronga

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