Pietro Roberto Goisis “Nella stanza dei sogni”

Una stanza, due persone. Intrecci di pensieri ed emozioni che, incontrandosi, costruiscono insieme la cura. Questo, e tanto altro, è ciò che avviene nella stanza di analisi. Luogo dello spazio e della mente da sempre misterioso e imperscrutabile, di cui si può parlare e scrivere per ore, mesi, anni, ma che solo quelle due persone lì presenti nella stanza in quel momento lì possono realmente
conoscere.

In molti provano a scriverne e raccontarne, ma leggendo e ascoltando permane spesso la
sensazione di non poterne realmente assaporare le sensazioni, i suoni, i colori, gli odori. Pietro
Roberto Goisis ha provato a offrirci qualcosa di nuovo, coraggioso, diverso: per la prima volta
sembra davvero di poter entrare nella stanza, grazie alla sua straordinaria capacità di mettersi nei
panni delle persone che la hanno abitata insieme a lui, raccontandola dal loro punto di vista, e
intrecciando queste pagine al sincero e umano racconto della sua stessa esperienza come analista e
come uomo. Un continuo cambio di prospettiva e di io narrante da un capitolo al successivo, un
viaggio da dentro a fuori e viceversa, dall’uno all’altro, proprio come avviene nel cuore e nella testa
dell’analista durante l’ascolto delle persone che incontra.
Un viaggio sui temi della stanza, del setting interno, dell’adolescenza, del cambiamento, dei limiti e
delle umane difficoltà, della vita e della morte. Accompagnato dal racconto di alcune delle tappe
importanti della vita dell’analista: le prime stanze abitate, l’analisi, il training, lo sport, la famiglia,
l’amicizia, la conquistata apertura al cambiamento e all’innovazione all’interno del setting
psicoanalitico. Il tutto fortemente intrecciato, così come sempre succede nella vita di noi terapeuti,
da stralci di percorsi condivisi con i compagni di viaggio più diversi: adolescenti, adulti, famiglie,
scuole.
Un libro, quasi una sceneggiatura teatrale, affascinante e arricchente per chiunque sia interessato a
conoscere meglio il mondo misterioso e avvincente della stanza di analisi: da chi l’ha abitata in
passato o la abita ancora, a chi non ha mai pensato di farlo, a chi vorrebbe ma non ci si è ancora
avvicinato, agli “addetti ai lavori”.
Mi piace usare una metafora relativa a un linguaggio che mi è molto vicino, quello musicale:
leggendo questo libro risuonano nelle mie orecchie le meravigliose fughe del Clavicembalo Ben
Temperato di Bach. Le fughe, ognuna successiva al suo preludio, rappresentano l’elemento
dinamico della raccolta bachiana e sono l’esito della strabiliante capacità inventiva di Bach su uno
stesso soggetto, che viene caleidoscopicamente riproposto passando dalle figure più semplici a
quelle più complesse. Si tratta di un gioco polifonico molto complesso che all’ascolto risulta
magico: ogni nota è esattamente al suo posto. Come la raccolta bachiana, questo libro raccoglie le
voci, le emozioni e i sogni di tante persone. Nella mia fantasia ognuna è un suono e, come succede
nelle orchestre, mentre l’orchestra è impegnata nel compito del fare musica , la musica stessa fa
l’orchestra: i suoni corali delle voci creano e arricchiscono l’esperienza del gruppo, della stanza
dentro la quale abbiamo davvero la sensazione di poter fare capolino. Proprio come le fughe di
Bach, la stanza dei sogni è composta da un groviglio di voci che si rincorrono, talvolta proponendo
richiami ed echi melodici, altre volte introducendo controcanti differenti sovrapposti o sottostanti,
sperimentando incastri, simmetrie, asimmetrie capaci di generare un insieme armonico.
In queste pagine Pietro Roberto Goisis si racconta generosamente confermando la curiosità, la
libertà e il coraggio di accogliere il cambiamento di cui è capace. Un analista fermo, saldo e sincero
che è in grado di svelarsi con grande umiltà e sperimentare nuovi orizzonti psicoanalitici quando la
situazione e la relazione lo richiedono.
Tutte cose che posso confermare con forte convinzione, avendo avuto il privilegio di poter abitare
quella stanza dei sogni.
Cecilia Ferrari

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