Jonathan Coe “La pioggia prima che cada”

Rosamond muore e lascia una specie di testamento spirituale rappresentato da venti fotografie e da quattro audiocassette da lei registrate che tali fotografie commentano. Incarica Gill, la sua nipote preferita, di consegnarle a una certa Imogen, che nonostante le ricerche fatte non viene trovata.  Gill decide allora di ascoltare le cassette insieme alle due figlie, durante un’interminabile pomeriggio-sera.

Rosamond attraverso le immagini ripercorre i momenti e soprattutto gli incontri salienti della sua vita, tra i quali spicca quello con una donna che diventerà per alcuni anni la sua compagna (poi sostituita da un’altra) e con la quale darà vita a una specie di famiglia arcobaleno ante litteram insieme alla nipote Thea, profondamente segnata dal difficile rapporto con la madre, che essa riproporrà a sua volta, e in peggio, con sua figlia Imogen.

Rosamond giunge alla fine del racconto e anche della sua vita, che decide serenamente di chiudere con una buona dose di whisky e di sonniferi.

Mi è sembrato un libro ambizioso ma alla fin fine abbastanza pesante e sentenzioso, a partire dal modo col quale è costruito. La cosa migliore è il titolo. Di gran lunga il romanzo peggiore fra quelli che ho letto di Jonathan Coe (consiglio soprattutto “La famiglia Winshaw”).

Poronga

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