Gianrico Carofiglio “Né qui né altrove

caroficona-voto-asino2icona-voto-asinoicona-voto-mezzoasinoTre amici si incontrano dopo decenni nella loro città di origine, Bari (la quarta protagonista del romanzo) per una serata che si conclude alle luci del mattino.

Compagni di corso a giurisprudenza sono diventati un facoltoso e gaudente notaio che non si è mosso dalla città, un professore di diritto che insegna a Boston, e -ma lo si scopre solo alla fine- uno scrittore di successo (non lo si dice, ma chissà se fa anche il magistrato…).

È una serata di crapula, ricordi (i rotoli di liquirizia che si compravano a cinque lire, le fialette puzzolenti, l’incontrollabile pallone da calcio Super Tele), ma soprattutto di resa dei conti su quello che ciascuno ha sognato, ha fatto, è stato, è diventato, nelle alterne e imprevedibili vicende che la vita ci riserva.

Lo scrittore/io narrante fa un po’ troppo il figo (immancabile lo struggente ricordo di un amore con una stupenda ragazza), per di più ricordando con un certo compiacimento  un paio di episodi di violenza nei quali è stato coinvolto.

Però Carofiglio indubbiamente sa scrivere.

Infila anche alcune acute considerazioni, quali questa:

“Anni prima avevo letto un articolo che parlava dell’attenzione e della consapevolezza. Provate a coprire con la mano il quadrante del vostro orologio, diceva quell’articolo. Provate a dire come sono i numeri (arabi, romani, semplici trattini, inesistenti); provate a dire come sono le lancette (com’è quella delle ore, com’è quella dei minuti e quella dei secondi); dite se c’è uno spazio per la data, e com’è; dite se c’è il nome della marca, come è fatta, di che colore è. Provateci e vi renderete conto di come quell’oggetto, che guardate decine di volte ogni giorno, non l’abbiate mai davvero guardato. La cosa mi era parsa divertente. Ripensandoci quella sera mi accorsi che non era affatto divertente. Mi diede i brividi. Mi diede la sensazione di essere uno che vive senza accorgersene”.

Molto bello e indubbiamente suggestivo il ricordo del suo vecchio cane.

Poronga

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