Jhumpa Lahiri”L’interprete dei malanni”

Jhumpa Lahiri L'interprete dei malanniicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asinoicona-voto-asino2Ignoro quali siano i misteriosi ingredienti che occorrono per eccellere nell’arte del racconto, ma di sicuro Jhumpa Lahiri li conosce perfettamente.

Nove racconti ambientati in India o dei quali sono protagonisti indiani, se non ricordo male tutti bengalesi, trapiantati negli Stati Uniti, che narrano fatti e cose quotidiane, ma con uno sguardo molto originale e penetrante, che tra le altre cose rende appieno come la vita possa a tratti essere molto imprevedibile.

Sono tutti bellissimi. I miei preferiti sono “Disagio temporaneo”, “L’interprete dei malanni”, “Questa casa benedetta”.

Credo che sia Alessandro Baricco ad aver detto che quando, terminato un libro, si resta per qualche secondo in un attonito silenzio, quella è la standing ovation che gli si tributa.

Standing ovation per “L’interprete dei malanni”, meritatissimo premio Pulitzer 2000 per la narrativa.

Poronga

3 thoughts on “Jhumpa Lahiri”L’interprete dei malanni”

  1. …sempre diffidente nei confronti degli autori indiani, per motivi che ben poco hanno a che fare con la letteratura peraltro, credo che dopo queste parole proverò invece a leggere Lahiri, che per di più so donna gentile e bellissima, dunque…

  2. mi spiace molto di non essere, per una volta, d’accordo con Poronga. Di Jumpa Lahiri avevo sentito parecchie interviste, avevo ammirato la sua padronanza della lingua italiana, ma non mi aveva mai convinto appieno, mi sembrava piuttosto uno di quegli scrittori o di quei personaggi che sanno descrivere al meglio le diverse esperienze internazionali che hanno vissuto, che sanno farne tesoro senza neppure doversi impegnare molto. I racconti mi sono sembrati piuttosto superficiali, diciamo appena sufficienti, il linguaggio certamente scorrevole, ma che non riesce a far scattare i sentimenti profondi, o la la curiosità vera: non fanno pensare, insomma. Certo, l’India è affascinante, ma non mi pare che la scrittura di J.L. la esalti come meriterebbe. L’esclamazione finale di Baricco, poi, non può che confermare la mia impressione di una sopravvalutazione
    Forse sarà perchè a me i racconti non piacciono molto, con la sola luminosa eccezione dei 49 racconti di Hemingway, altra occasione di disaccordo con il mitico Poronga… ci rifaremo!
    Silver3

    • Anche io, incuriosita dalla recensione del nostro P, ho letto le prime pagine e poi mi sono stancata… e ormai da tempo non riesco più a finire un libro se non mi incuriosisce almeno un po’….

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