Ernest Hemingway “I quarantanove racconti”

downloadicona-voto-asino2icona-voto-asino2Decisamente nessuno di questi racconti mi ha entusiasmato, e molti anzi  li ho trovati piuttosto incolori e inutili (ad esempio “Dieci indiani”, “Un canarino in dono”).

Ricorrono comunque i motivi classici del mondo di Hemingway: il cimento virile, la corrida, il safari, la caccia, la natura, i cavalli, la guerra, il coraggio, la pesca, l’alcol.

Posto per le donne, mero contorno rispetto al protagonismo maschile, pochissimo.

L’Hemingway che preferisco è comunque quello più vulnerabile: quello delle insonnie, delle paure notturne, e che per esempio scrive “Tutti i sentimentali vengono traditi tante volte” (“Padri e figli”).

I racconti che ho preferito sono: “Grande fiume dei due cuori”, dove l’alter ego di Hemingway,  Nick Adams, pesca le trote in totale solitudine e simbiosi con una natura incontaminata; “La capitale del mondo”, ambientato nella tauromachia; “Una storia molto breve”, un amore nato e finito in periodo di guerra fra un americano e una italiana; “Il ritorno del soldato”, lo spaesamento depresso di un giovane reduce; “L’invitto”, ancora tori; “Cinquanta bigliettoni”, un grande pugile irlandese al suo ultimo incontro che si scommette contro.

Poronga

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