Gianrico Carofiglio “Ragionevoli dubbi”

caroficona-voto-asinoicona-voto-asinoicona-voto-asinoAncora una volta l’Avvocato Guido Guerrieri ci tiene incollati alle pagine del romanzo di Gianrico Carofiglio.

Ho letto i tre romanzi che ne costituiscono la trilogia, più  “La misura del tempo”, sempre appartenente alla serie di Guerrieri e credo ultimo uscito.

Trovo che “Ragionevoli dubbi” e “La misura del tempo”  siano di gran lunga i romanzi migliori.Del secondo ho già parlato, cercherò di spiegare il mio giudizio sul primo.

Guerrieri è messo violentemente a confronto con la sua integrità morale. Non si tratta soltanto di una situazione professionale, ma ben più profonda e contraddittoria. Una situazione che lo porterà ad infrangere regole di convenienza, trascinandolo in un ineluttabile senso di colpa, condivisibile ed assolutamente lecito.  E tutto ciò riguarda il versante personale ed esistenziale, che costantemente costella i suoi romanzi.

Ma, come sempre accade, affiancate a queste riflessioni tutt’altro che marginali, vi è il processo.

Questa volta forse anche più intenso e significativo che negli altri romanzi. Come sempre ci troviamo in una situazione sul filo del rasoio, dove tutte le previsioni giocano contro, ma che in qualche modo attrae il nostro avvocato e in cui si butta come se non vi fosse nient’altro al mondo. Questa volta, però, c’è una ragione in più.

Riguardo al processo, vi è in fase dibattimentale uno scontro dialettico direi quasi epico tra Guerrieri ed il pubblico ministero: una disquisizione raffinata e sottile sul piano ideologico, su come la giuria debba affrontare un giudizio e quali siano i criteri di cui deve tenere conto per formulare una sentenza.

Duello dialettico profondo e pregnante perché da parte di entrambi i contendenti vi è una specchiata e trasparente onestà  e la ricerca di quel rigore che in un atto come questo è profondamente richiesto, in quanto la decisione riguarda la vita futura di un uomo, di cui si sta decidendo la sorte. Profondamente appassionante.

L’arringa di Guerrieri è mirabile. Una volta di più perché in essa alla fine affiorano considerazioni che con il processo e la giustizia hanno si a che fare, ma che sicuramente hanno più a che fare con l’esistenza e la vita di ognuno.

Finale sereno e malinconico, come di chi ha vissuto ed ha chiuso con qualche emozione che lo ha travolto, ma che ha qualcosa di caldo da ricordare.

Detto questo il libro è da leggere assolutamente e complimenti a Gianrico.

Un microscopico appunto all’editor di Carofiglio…qualche pagina, pochissime a dire il vero, avrebbe fatto meglio a tagliarla.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...