Margaret Atwood “I testamenti”

atwicona-voto-asino2Gilead è uno Stato confinante col Canada; vige una teocrazia puritana dominata dagli uomini, nella quale le donne sono confinate in una struttura autarchica diretta da una certa Zia Lydia (peraltro sotto gli ordini dei capi maschi) e divisa in una serie di classi: le Zie, le Marte, le Mogli, le Ragazze Perla , le Supplicanti, le Ancelle, che sono le ultime della gerarchia e alle quali viene affidato il compito di sbranare con denti, unghie ecc. i condannati a morte. Poi ci sono gli Occhi, i Nonbambini e svariate altre misteriose categorie di cui viene spiegato poco o nulla.

La vicenda è complicata, me la ricordo male e nemmeno ho voglia di tentare di riassumerla; comunque al centro c’è una ragazza, Baby qualcosa, che è sparita e che a Gilead venerano cercando al contempo di rimetterle sgrinfie addosso. Baby qualcosa che si nasconde sotto i panni di una insospettabile giovane e torna a Gilead, non ho ben capito a fare che.

Il senso e lo scopo dello scrivere un libro del genere, oggi, proprio non l’ho capito. A dire il vero non ho neppure capito bene il libro in sé. Mi è sembrata in conclusione una cosa abbastanza astrusa e priva di pregi particolari. Però penso che sia proprio la Atwood come scrittrice che a me non piace, essendo il suo secondo libro (il primo è “L’assassino cieco”, premio Pulitzer  2000…) che leggo senza alcun particolare diletto.

Ci ho riprovato perché questo libro ha ricevuto il prestigioso Booker Prize 2019. Manca solo il premio Nobel.

Poronga

 

4 thoughts on “Margaret Atwood “I testamenti”

  1. Non per fare polemica, ma forse il libro non ti è chiaro perché è il seguito de “il racconto dell’ancella”.
    Se hai voglia di leggerlo, sarò disponibilissima alla polemica!
    Francesca

    • Figurati, adoro discutere di libri e anche polemizzare. Per esempio il fatto che un sequel per poter essere apprezzato richieda la lettura del prequel non è un limite?

      • Forse, ma più o meno lo stesso che incontri se leggi il XI libro dell’Odissea, in cui Ulisse incontra tra i morti i suoi commilitoni, senza aver letto l’Iliade: ti sfugge profondità e contesto, ma anche da solo può commuoverti. E così via anche per altre opere legate anche più moderne ma forse solo se non si hanno preconcetti sull’autrice. 😉

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