Brett Easton Ellis “American psycho”

eeicona-voto-asino2Questo romanzo non è affatto scritto né costruito male, ma mi ha nauseato. Spiego.

New York, anni  ’80. Lo yuppie Pat Bateman, 26 anni, bello, straricco, in forma fisica apparentemente smagliante, racconta una vita fatta esclusivamente di: aperitivi, cene, locali notturni, ragazze preferibilmente bionde e dalle grandi tette, palestra, massaggi, shopping compulsivo, cocaina, alcool, cura maniacale del corpo, cura nell’abbigliamento. Questi due ultimi aspetti occupano largo spazio: la descrizione della cosmesi di Pat, che dice di bere 20 litri di acqua Evian al giorno (salvo poi strafarsi di droghe e alcolici) lascia allibiti, mentre non c’è incontro che non si apra con la descrizione di ciò che ciascuno indossa e della relativa griffe (dico, si tratta complessivamente di centinaia di elenchi).

La conoscenza che tutti i personaggi, specie maschi, hanno di locali, apparecchi tecnologici, alimentazione, creme, lozioni ecc. è enciclopedica.

Il lavoro che queste persone svolgono non viene mai descritto; si sa solo che si contendono come pescecani la gestione finanziaria di questo o quel patrimonio.

Se E.E.  voleva descrivere la patologica, disumana e alla fin fine assurda vita dei lupi di Wall Street negli anni ‘80 ci è perfettamente riuscito. Però il soggetto in fondo non è granché interessante, e occupa centinaia di pagine: francamente troppe.

Ma il punto è un altro: E.E., con una certa abilità, lascia cadere sempre più insistentemente il dubbio che Pat sia un pazzo sanguinario. Nell’ultima parte del libro si constata che effettivamente è così; Pat, io narrante, racconta con dovizia di particolari le orrende e mortali torture che infligge, generalmente a ragazze, generalmente due, dopo aver consumato con loro spintissimi rapporti sessuali.

Giunto a tre quarti del libro, già di per sé lento e plumbeo, dopo la terza o quarta descrizione letteralmente non ce l’ho fatta più ad andare avanti. Mi veniva la nausea. Fine della trasmissione.

Una curiosità: l’idolo di Pat, citato molte volte, è un certo Donald Trump. Il libro è stato scritto nel 1991….

Poronga

2 thoughts on “Brett Easton Ellis “American psycho”

  1. Concordo in pieno. Non ho letto questo libro, ma nel lontano 1986 lessi il suo romanzo d’esordio, ” Meno di zero ” ( un voto, più che un titolo ) e ne trassi le stesse sensazioni descritte da Poronga. La facile ricetta delle tre S – soldi sesso e sangue – e auguri a chi ci casca. Dissi a me stesso che con me Ellis aveva chiuso. E’ pur vero che allora aveva 20 anni e a quella età si ha diritto a una prova d’appello; ma le sue apparizioni pubbliche e le sue interviste nelle quali appariva vacuo e presuntuoso me lo resero sempre più antipatico. Ora, dopo ciò che dice Poronga sul suo romanzo più noto, la sentenza è tombale.

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