Thomas Mann “Tonio Kröger”

mannicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Tonio è il rampollo di una ricca famiglia di commercianti che presto conoscerà la decadenza. La sua è una vita di sommessi e sofferti contrasti a partire da quello fra il padre, dal carattere nordico “contemplativo, profondo, corretto per puritanesimo e tendente alla malinconia” e la madre “di sangue esotico indefinito, bella, sensuale, ingenua, negligente e al tempo stesso passionale e d’una trascuratezza impulsiva“.

Egli non riesce ad appartenere appieno a nessuno di tali mondi, così come non riesce ad appartenere né a quello, pur vagheggiato, della mondanità e del divertimento, rappresentato dal suo compagno di scuola Hans Hasen e dalla sua amica Inge Holm, che compaiono all’inizio e alla fine di questo racconto (il giovane Tonio è innamorato di entrambi), né a quello della riflessione interiore, rappresentato dalla carriera di scrittore di successo, che intraprende.

Io sto tra due mondi, in nessuno sono di casa, e per tale motivo mi trovo un po’ in difficoltà“, conclude Tonio che, non si sa se per scelta o per necessità, finisce per trovarsi ai margini del “dolce e grossolano valzer della vita”.

Una austera e pensosa riflessione con forti venature autobiografiche e in perfetto stile manniano, che quasi mette in soggezione. Il grande capolavoro di Mann  resta però secondo me “I Buddenbroock”, scritto poco più che ventenne.

Poronga

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