Gianrico Carofiglio “Il bordo vertiginoso delle cose”

caroicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Decisamente un buon libro che per certi versi mi ha sorpreso.

Enrico Vallesi è vicino alla cinquantina. Ha pubblicato dieci anni prima un libro di successo. In seguito, non essendo riuscito più a scrivere nulla di pubblicabile, si è rintanato in una attività di editor di libri altrui, quando addirittura non di ghost writer. È un uomo in crisi: lasciato rovinosamente cinque anni prima dalla sua donna, vive solo e beve forse un po’ troppo. Una mattina, per un concatenarsi di casi, mentre è al bar legge un articolo di cronaca che lo scuote; racconta della uccisione di un rapinatore, avvenuta a Bari, sua città natale, per dove decide di impulso di partire.

Il racconto di questo viaggio, che dura quattro giorni,  e dei suoi incontri, si intreccia con quello di Enrico adolescente.

Ne viene fuori una cosa complessivamente interessante, sofferta  ma non piagnona (anche se i raggi di sole sono pochi), e soprattutto ben scritta e credibile (ovviamente non mi riferisco all’autobiografia dell’autore, che non conosco, ma alla credibilità della rappresentazione).

Al di là di ciò, quella che mi è sembrata particolarmente riuscita è la figura di Celeste Belforte, la giovanissima supplente di filosofia di Enrico, della quale vengono riportate delle lezioni che ho trovato bellissime.

Ovviamente, lo si capisce dalle prime righe, il sedicenne Enrico si innamorerà perdutamente -d’altra parte chi non lo avrebbe fatto?- di Celeste. Alla fine ci sarà un esito narrativo che mi è parso abbastanza banale e, come dire, ficcato un po’ a forza nella storia. Però la conclusione del romanzo, e mi riferisco proprio alle ultimissime righe, l’ho trovata un modo molto elegante e delicato di sottrarsi a un compito narrativo a quel punto veramente difficile da assolvere.

Il merito maggiore di questo romanzo mi è comunque sembrato quello di rammentare, tramite Celeste, l’importanza fondamentale dei buoni maestri, che veramente possono indirizzare in modo determinante la vita dei giovani; quei buoni maestri che purtroppo oggi i nostri ragazzi incontrano sempre più raramente.

Poronga

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