Irvin D. Yalom “La cura di Schopenhauer”

shicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2La cura è la storia di un gruppo di terapia.

Un po’ particolare….è presente infatti un contro leader potente e molto acculturato su temi fortemente connessi al lavoro del gruppo e un terapeuta malato di cancro, che sa che la sua vita è a scadenza. Situazione molto complessa, intensa, ma del tutto realistica.

Questa volta il romanzo, al contrario degli altri di Yalom a tema filosofico, non credo  abbia al suo centro il pensiero di un filosofo, in questo caso Shopenhauer, ma penso che il suo nucleo riguardi piuttosto il senso della vita, il rapporto con gli altri, il confronto con la morte e la profondità, la ricchezza del confronto terapeutico.

Il libro è un compendio di ciò che può accadere ed esserci in un gruppo: l’apporto di ogni singolo individuo, lo strano modo in cui ognuno cresce, spesso occupandosi più degli altrui, che dei propri problemi. E non ultimo, le capacità del terapeuta, la sua sensibilità, la tecnica che non può prescindere mai dalla umanità e dal coinvolgimento personale.

Molti anni fa, ho frequentato per tre anni un gruppo di terapia e durante l’appassionata lettura, non ho potuto che ricordare vivamente questa indimenticabile esperienza, fondamentale nella mia formazione, ma anche sublimamente estetica e totalizzante.

Non ho potuto che ricordare con un velo di commozione, lo strano ed intenso rapporto con i compagni di ventura, le emozioni intensissime, gli amori e gli odi. L’universo così artificiale e contemporaneamente così estremamente reale all’interno del gruppo.

Bene, sinceramente, questo romanzo mi pare restituisca molto degnamente tutto ciò. Per chi ha fatto esperienze analoghe sarà sicuramente toccante, ma credo che piacerà anche a  tutti coloro che sono interessati alla complessità dell’animo umano.

L’epilogo del libro è commovente e sereno. Non vi dirò nulla ovviamente, se non come si descriva quanto sia desiderabile lasciare questo mondo, in un modo analogo a quello in cui lo lascia l’adorabile protagonista del romanzo.

Un ultimo pensiero: leggendo questo romanzo ho avuto il desiderio particolarmente intenso di conoscere il suo autore (che è uno psicoterapeuta) e, addirittura la fantasia di poter essere stato un suo paziente (anche se, ovviamente non scambierei mai con nessuno la mia terapeuta), per quel che il romanzo rivela delle sue capacità professionali e della amorevole gestione dei gruppi che si immagina possa avere.

Un romanzo che sarebbe utile a tutti, ma non credo adatto a chiunque. Occorre un certo interesse per l’argomento.

Mr. Maturin

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