Kent Haruf “Crepuscolo”

haricona-voto-asino2icona-voto-asinoicona-voto-asino2Seconda puntata della trilogia che ha inizio con “Canto della pianura”, già commentato. Tornano i fratelli McPheron e Victoria e, come comprimari, Guthrie e Maggie Jones, a cui si aggiungono altri personaggi, fra i quali spicca Rose Tyler, solerte ed empatica assistente sociale, che prende il posto di Maggie nel ruolo di eroina.

La ricetta è la stessa del “Canto”; medesima ambientazione nel profondo e gelido nord rurale americano e rappresentazione di una vita dura e spesso marcata da disagi e dolori, che frequentemente si riverberano su bambini e adolescenti (due vivono in una roulotte scalcagnata con genitori inadeguati e zio violento; altri due con una madre alla deriva; uno con il burbero nonno di cui deve prendersi cura). Ma esistono squarci di umanità e gentilezza che ridanno al vivere senso, dignità e speranza.Anche qui Haruf intreccia le varie storie dei protagonisti confermandosi quale eccellente narratore, dalla prosa piana, fluente ed efficace; addirittura magistrale nei dialoghi, assai belli: un misto di semplicità e disadorna gentilezza che rappresenta la caratteristica migliore del romanzo.

Ovviamente chi ha apprezzato il “Canto” non potrà non apprezzare allo stesso modo anche “Crepuscolo”, anche se un che di ripetitività attenua un po’, almeno nel mio caso, il piacere della lettura.

Poronga

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