Jane Austen “Mansfield Park”

mansicona-voto-asino2icona-voto-asino2Sinceramente sembra un romanzo “Harmony” che, per quanto scritto da una grande scrittrice, fondamentalmente un romanzo “rosa” resta.

L’eroina, Fanny Price, la maggiore di una nidiata di nove figli, viene collocata presso dei ricchi e nobili parenti -i Betrand-  che vivono in una tenuta, Mansfield Park, nei sobborghi di Londra.

Qui cresce con i quattro cugini come una sorta di Cenerentola (soprattutto nei confronti delle belle e viziate cugine), sviluppando però una profonda intesa spirituale, che diventa presto un amore impossibile, col cugino Edmund (l’altro cugino Tom, il primogenito, è un bellimbusto spendaccione e nullafacente).

Il romanzo è popolato da altri personaggi, quali la svenevole egoista e autocentrata all’ennesima potenza Lady Bertrand, il gelido e onnipotente Lord Betrand, la tirchia gretta e maneggiona Mrs. Morris, il fatuo e presuntuoso rubacuori Henry, e forse la resa di questi caratteri di contorno è la cosa più riuscita del romanzo, che per il resto è annegato nella descrizione, spesso verbosa, della insulsa vita di questi nobili perdigiorno (vi sono addirittura tre lunghi capitoli dedicati ai preparativi di una recita teatrale domestica vissuta da tutti come se fosse la cosa più importante al mondo) e delle loro  svenevolezze e spasimi di cuore.

Su tutti si ergono e a tutti si contrappongono Fanny, docile ma tosto agnellino puro di cuore, e Edmund, retto e severo, che però mi sono parse figure tutt’altro che memorabili.

Nel complesso, mi spiace dirlo, un lavoro trascurabile nel quale il rigore di Jane Austen scade nel didascalico e dove la sua prosa cristallina e affilata, così come il suo fiero orgoglio femminile, stentano ad emergere.

Poronga

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5 thoughts on “Jane Austen “Mansfield Park”

  1. Ma no, Poronga, questa volta dissento fermamente. Non puoi paragonare Mansfield Park a un romanzo rosa! 

    In altri tempi, per difendere l’onore di Lady Jane ( cit. The Rolling Stones) ti avrei sfidato a duello. Se oggi questo sembra ridicolo, è anche merito proprio di Jane Austen, che ha contribuito alla fine di quel mondo e all’affermarsi del mondo moderno, borghese e liberale, dove le ragioni si portano avanti in una libera discussione e non sulla punta della spada. 

    Non ho in questo momento a disposizione i miei libri, ma per risponderti basterebbe citare – vado a memoria – i giudizi dati su Mansfield Park da due grandi scrittori e critici letterari: Tomasi di Lampedusa e Nabokov. Nabokov in particolare diceva di aver imparato moltissimo da Mansfield Park, lo aveva letto molte volte e aveva basato su di esso molte parti delle sue famose lezioni di letteratura inglese. 

    Magari ci tornerò quando avrò a disposizione quei testi, oltre naturalmente allo stesso Mansfield Park. Ma intanto spero nel supporto di altri Austenisti. 

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