Irvin D. Yalom “Le lacrime di Nietzsche”

yalicona-voto-asino2icona-voto-asinoicona-voto-asino2icona-voto-asino“Le lacrime di Nietzsche” è un romanzo sulla nascita della psicanalisi, scritto da uno psicoterapeuta che ama la filosofia e ne coglie gli infiniti nessi con il suo lavoro clinico.

Il romanzo, pur parlando di personaggi realmente esistiti ed allegando scritti reali, è invece un romanzo di fantasia, in cui però l’autore ci descrive l’autentico pensiero di personaggi, primo tra tutti Friedrich Nietzsche, ma anche del medico viennese Joseph  Breuer e del suo allievo Sigmund Freud.

Nel romanzo, Freud è ancora un giovane studente della facoltà di medicina di Vienna, per ora soltanto affascinato dalla complessità della mente umana. Egli sta intravvedendo l’esistenza di quanto in futuro definirà come inconscio, ma le sue idee vengono ancora prese con le pinze, in particolare dal suo maestro Dott. Joseph Breuer, forse uno dei primi medici ad essersi accorto della stretta relazione tra mente e corpo, ma che non ha ancora messo a punto un metodo su come trattarla.

Si parla già di “isteria” e della “cura delle parole”, ma sono concetti ancora del tutto in divenire. Vi sono accenni alla pratica delle libere associazioni, definite in modo decisamente accattivante come lo “spazzare il camino”, ma non vi è ancora un uso ed una conoscenza strutturata.

In tutto ciò spicca la gelida e travolgente figura di Friedrich Nietzsche, in quanto il romanzo è impostato su di una prospettata terapia sperimentale incrociata.

Breuer, su insistente richiesta di Lou Salomè, sta tentando di intervenire sui disturbi mentali del paziente Nietzsche, mentre questi si sta occupando della depressione di Breuer, su richiesta dello stesso, che pensa con questo stratagemma di avere un potere terapeutico sul filosofo.

Insomma, situazione particolarmente intrigante e complessa, un duello intellettuale di alto livello, con colpi di scena improvvisi e continui. Di volta in volta, nel procedere dei colloqui, i ruoli si ribaltano, al di là delle intenzioni dei due, che rimangono spesso sorpresi, insieme all’appassionato lettore, dai risvolti imprevisti di questa sorprendente proto terapia.

Un altro aspetto molto intrigante del romanzo è la capacità creativa e l’acume di entrambi i protagonisti, di cui Breuer è  forse il più “tecnico” e Nietzsche il più “creativo”, nel formulare le  tecniche e le strategie, che nel futuro apparterranno alla nascente psicanalisi ed alle altre seguenti psicoterapie.

Non riporto ovviamente la fine di un romanzo così intrigante, ma vi assicuro che non vi deluderà, per la sua credibilità e consistenza.

Un romanzo, forse un po’ didascalico, ma decisamente appassionante e ben scritto.

Consigliato agli amanti dei meandri della mente.

Mr. Maturin

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