Giacomo Papi “Il censimento dei radical chic” Michela Murgia “Istruzioni per diventare fascisti”

papidownload (10) murgiadownload (1)icona-voto-asino2icona-voto-asinoicona-voto-asinoIn questi tempi poco allegri, bisogna trovare il modo di non farsi prendere dallo sconforto. L’ironia è una buona medicina, e allora segnalo questi due brevi libri, che condividono un obiettivo comune. Si leggono ciascuno in una sera e vi faranno passare qualche ora piacevole divertendovi in modo non banale.

Il libro di Papi può rientrare nella categoria delle distopie, con chiari riferimenti a Fahrenheit 451 e a Il mondo nuovo; quello di Murgia invece è più un pamphlet nello stile di Istruzioni alla servitù di Swift.

Cominciamo da Papi e dal suo incipit che mette subito in chiaro il clima che si è creato contro gli intellettuali: ” Il primo lo ammazzarono a bastonate perché aveva citato Spinoza durante un talk show. ” Viene subito bacchettato dal presentatore: ” Nel mio programma non permetto a nessuno di usare parole difficili. Le pose da intellettuale sono vietate… Questo è uno show per famiglie e chi di giorno si spacca la schiena ha il diritto di rilassarsi e di non sentirsi inferiore “.  Ma questo non basta a risparmiargli, poche ore dopo, la massima punizione. Del resto, conclude la polizia, ” se l’era cercata “. L’uccisione di altri intellettuali dà il pretesto per istituire un Registro degli Intellettuali e dei Radical chic, in teoria per proteggerli ma in realtà per controllarli.

Come in tutti i regimi repressivi, si capisce benissimo il potere della parola, e infatti si istituisce la Commissione Ministeriale per  la Semplificazione Popolare della Lingua Italiana e la Sottocommissione per la Semplificazione Popolare della Sintassi della Lingua Italiana.  Uno dei personaggi più potenti è il Garante per la Semplificazione, e tutti i libri – compreso questo – devono passare il doppio vaglio di un censore e di un censore del censore. Il regime non è ancora totalitario come in 1984, ma si vedono i primi segni. Vengono stabilite ” pene per i trasgressori, cioè per chi si fosse ostinato a parlare difficile: chi, per esempio, avesse citato in francese il filosofo Althusser sarebbe andato incontro a una punizione molto più severa del povero cristo sorpreso a cantare per strada ‘ Trottolino amoroso du du du da da da’ “. Case di scrittori e intellettuali vengono perquisite alla ricerca di libri compromettenti.  E dato che la Sottocommissione ha vietato l’uso di congiuntivi, condizionali, trapassati ecc. si assiste a questo dialogo fra un poliziotto e una pericolosa intellettuale:

Mi dica, Signora…

Guardi che dica è un congiuntivo…

Anche guardi è un congiuntivo.

No, guardi è la seconda persona: tu guardi.

Mi sta dando del tu?

Non mi permetterei mai…

Permetterei è condizionale.

Non saprei.

Anche saprei.

Allora mi scusi.

Congiuntivo.

Cosa devo fare?

Come sempre, vietare qualcosa stimola lo spirito di trasgressione, quindi abbiamo alcuni casi – per fortuna isolati – di irresponsabili provocatori: ” Una ragazza fu sorpresa dai controllori in metropolitana con La Vita Agra di Bianciardi nascosta nei leggings; un altro fu scoperto mentre nascondeva una copia dei Parerga e Paralipomena di Arthur Schopenhauer dentro La Gazzetta dello Sport.

A capo della struttura repressiva c’è un Ministro dell’Interno-Primo ministro ( nel quale è facile riconoscere quello attualmente in carica ) che ha però il difetto di avere un cervello e sentire il bisogno di usarlo pur volendo vietare agli altri di fare altrettanto. E infatti ha due vizi segreti che potrebbero rovinargli la carriera: va da uno psicoterapeuta e non resiste alla tentazione di andare, in strettissimo incognito, a vedere ogni tanto un film d’autore. E assistiamo a un dialogo rivelatore con la madre, che ricorda un figlio ben diverso:

Dici solo cose semplici e stupide. Sembra che ti impegni a sembrare ignorante. Che cosa ti è successo?

Mi piace comandare, mamma.

E per comandare l’intelligenza non conta?

Soltanto se la tieni nascosta.

Il ministro ha un master alla Sorbona ma lo tiene segreto, e sa suscitare l’entusiasmo del suo elettorato con battute come queste, in un talk show nel quale sbeffeggia un intellettuale che cerca di difendere la memoria dell’amico morto ammazzato per aver citato Spinoza: ” E’ morto anche l’Illuminismo, caro signore. Le do questa notizia. E poi, mi scusi, che cos’é l’Illuminismo? Una marca di abat-jour?

 Michela Murgia affronta gli stessi temi non con un romanzo ma con un pamphlet, scritto sotto forma di un vero manuale di pronto uso per la vittoria del fascismo. Il fascismo sa capire quando è il momento storico di nascondersi e camuffarsi, ma serpeggia sempre nelle società ed è sempre pronto a balzare fuori al momento giusto. Anche qui l‘incipit è notevole: ” Scrivo contro la democrazia perché è un sistema di governo irrimediabilmente difettoso sin dall’origineLa democrazia ha la demenziale caratteristica di essere un sistema di governo che si fonda sul dissenso anziché sul consenso. “. Il libro alterna con abilità parti di teoria politica e consigli pratici a chi vuole riportare in auge il fascismo. Consigli a 360 gradi, di tattica e di strategia, ovviamente senza guardare troppo per il sottile e senza farsi impastoiare da freni morali: ” Per ogni situazione complicata ci sono almeno venti idee diverse su come risolverla, ma di solito c’è una sola grande paura. Trovare quella paura e farne il messaggio è molto più efficace che cercare di semplificare le venti idee di soluzioni diverse, che comunque non interessano a nessuno. ” Si guarda con attenzione alle nuove tecnologie:  ” … si potrebbe pensare che il fascismo sui social media debba comunicare attraverso messaggi semplici, ma sarebbe un grosso errore… La complessità non si deve semplificare, si deve banalizzare… la migliore delle banalizzazioni strategiche è dare al popolo un nemico da incolpare “.  E, come dicevo, si sale anche alle vette della teoria politica: ” Nelle vene della democrazia scorrono molte contraddizioni che possono essere sfruttate dal fascismo, ma tra tutte la più grande è la non violenza… La democrazia si ostina a rifiutare la violenza come modalità politica, che è l’equivalente del cercare di allevare tarantole nutrendole con la verdura. ”

Alla fine del libro troviamo un gustoso ” fascistometro “: 65 domande per testare il vostro grado di fascismo, con valutazione della vostra consapevolezza fascista in base alle risposte giuste che avrete dato, in stile quiz estivi dell’Espresso. Insomma, un brillante esercizio di satira da parte di quella donna intelligente che è Michela Murgia.

Commento finale ai due libri: l’ironia salverà il mondo? Nessuno può garantirvelo. Ma è un buon inizio.

Traddles

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...