Maurizio Maggiani “L’amore”

maggicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoE’ notte, ci sono due sposi”. Così comincia il libro in cui Maurizio Maggiani racconta l’amore. È un tema tanto risaputo e rimasticato quanto difficile, quindi molto rischioso. Ma Maggiani vince alla grande.

Racconta dunque i suoi amori: quello adolescenziale per la Padoan, di cui non riesce a ricordare il nome proprio,  per la Mari, “marina marosa figlia del pesciaiolo”, per la luxemburghiana Chiarettta, per Ida la bislunga, ma nulla di più lontano da lui dell’osceno esibizionismo oggi imperante.

La prima volta fa l’amore con la giunonica Patri: “Così ho fatto l’amore per la prima volta in vita mia che forse ero svenuto, e se non ero svenuto ero in deliquio come santa Teresa. Sono rinvenuto nel momento dell’orgasmo, era una cosa mai sentita, non in quel modo voglio dire, ero nel gorgo dell’indicibile, e al cospetto dell’indicibile cosa mi viene da dire? Amore, amore. L’ho guardata negli occhi e le ho detto amore. Lei era sopra di me, non era mica leggera, si è tirata un po’ su per mettermi meglio a fuoco, ha fatto il suo cenno col mento e mi ha detto, no, il mio amore è Giovanni“.

Ma soprattutto c’è l’amore di oggi. Lo sposo è lui, la sposa la sua compagna. E’ un amore fra persone più che mature, quando “non è più un tempo di conquiste, tutti il conquistabile era già stato conquistato”. È un amore quieto, tenero e sincero descritto innanzitutto nella sua quotidianità. Si parte dalla notte e si finisce all’imbocco della notte del giorno dopo. Si tratta di gesti piccoli e quotidiani, mirabilmente raccontati senza tema di inestetismi (per esempio il digrignare dei denti della sposa durante il sonno). Così, sul far della notte, “lo sposo cerca di sistemarla sotto le lenzuola, almeno i piedi e le gambe nudi, è una faccenda complicata, la sposa dorme bene così e là dov’è non gliene importa di prendere freddo. Alla fine lo sposo riesce, è l’amore notturno, l’amore gentile”.

Maggiani trova un timbro magnifico dove prendono posto i ricordi, il riaffiorare di vecchie canzoni, ma soprattutto il presente: i giri in bici, l’orto, la cucina, la cura delle cose: ad esempio del grosso tegame di ghisa, “parte del corredo nuziale” dello sposo, che “non manca mai di passare sui manici la pomice perché non perdano di luce”.

Ne risulta un quadro complessivo di grande serenità, ma per nulla affettato. “Lo sposo è contento” è una frase ricorrente. E lo sposo, nel singolare pencolare fra la prima e la terza persona, dice di sé “in fin dei conti sono un brav’uomo”.

Io per Maggiani ho una passione: però non mi sembra di esagerare se dico che Saramago questo libro sarebbe stato come contento di averlo scritto lui.

Poronga

 

3 thoughts on “Maurizio Maggiani “L’amore”

  1. Io invece, che pur amo Maggiani, dopo aver letto le pagine di assaggio del kindle, non ho avuto voglia di proseguire nella lettura di questo suo ultimo libro. Maggiani scrive bene, come sempre, ma qua è proprio la voce dello ‘sposo’ che non mi è garbata e che in fondo mi è parsa affettata nella sua programmatica quotidianità così semplice e consueta. Un piccolo difetto che mi ha impedito di godere del resto, come quando si sente stridere qualcosa, e quel rumore appena percepito, disturba la mente e l’orecchio fino a predominare sul resto.

    …ma scusa, perché Saramago?

  2. Per l’intimo fluire della prosa di S. quando racconta l’amore. Comunque ti consiglierei di leggere almeno una sessantina di pagine perché il libro (o il lettore) ingrana lentamente

  3. Pur avendo apprezzato altri libri di Maggiani, devo essere d’accordo con Lucia. Io l’ho letto sino alla fine, e questo libro mi è sembrato un’appendice a ‘ Il romanzo della nazione ‘ e, seppur scritto bene come sempre, non mi ha detto nulla di nuovo rispetto a quello, che invece mi era piaciuto parecchio. Qui invece c’è una vena intimista che lo rende un documento più adatto a un dialogo fra lo scrittore e i suoi cari che non un romanzo rivolto al pubblico. Se Maggiani avesse scritto questo libro per dimostrare l’affetto perle persone che ha amato, e in particolare la sposa, sarebbe stato un grande atto d’amore. Ma, appunto, qualcosa di privato, da lasciare magari in un cassetto per farlo leggere solo a pochi selezionati destinatari. A me personalmente non è interessato.

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