Manuel Vàzquez Montalbàn “I mari del Sud”

mont.jpgicona-voto-asino2Un ricco ma inquieto imprenditore, che si pensava partito verso i “mari del sud” piantando tutto e tutti, viene per caso trovato morto accoltellato in una sordida discarica. La moglie incarica il detective privato Pepe Carvalho di indagare. Per arrivare alla soluzione del caso -in fin dei conti una vicenda piuttosto triste e banale- Pepe deve sporcarsi le mani nella società opulenta della Barcellona della fine degli anni ‘70, fatta di persone potenti e ciniche, anaffettive e di pochi scrupoli, dedite ai propri traffici.

Insomma, il solito cliché dell’uomo duro e disincantato, amaramente alle prese con le brutture del mondo, ma che mantiene un mal dissimulato fondo di pietà e tenerezza, pur non essendo certo uno stinco di santo (con l’occasione Pepe non disdegna di farsela con la disinibita e cocainomane bella figlia della bella vedova, allontanandola bruscamente da sé dopo essersela spupazzata un po’).

È uno dei primi romanzi della fortunata serie che vede già presenti, oltre al detective gastronomo e grande bevitore (in omaggio al quale Camilleri chiamerà Montabano il protagonista dei suoi libri), il suo domestico e cuoco Biscuter e la prostituta Charo.

Non sono mai stato un grande estimatore di Montalbán, anche se credo gli vada riconosciuto il merito di aver costruito un suo mondo letterario abbastanza ben caratterizzato.

Dopo il suo primo romanzo che lessi (“Il centravanti è stato assassinato verso sera”, il cui titolo trovo bellissimo), e che mi piacque decisamente, il mio piacere nel leggerlo è gradatamente scemato, soprattutto perché nei suoi libri ho quasi sempre trovato una sovrabbondanza abbastanza fastidiosa.

Essendo questo uno dei primissimi primi romanzi della serie speravo in una vena più fresca e accattivante, ma invece l’ho trovato quello forse meno riuscito, e fortemente caratterizzato dagli elementi negativi di cui ho detto sopra.

Ad esempio: “Pensò alla vedova Stuart e si masturbò furtivamente, come se lo facesse nel gabinetto della scuola o dietro un albero. Si pulì con la carta igienica e la fece cadere appallottolata a terra. Si addormentò dopo aver constatato con sorpresa quanto l’odore del seme somigliasse a quello delle tombe vuote” (?).

Oppure: “Incrociò due culattoni travestiti da bambini con l’abito della prima comunione o due bambini con l’abito della prima comunione un po’ culattoni”. Beh, questa è proprio da energumeno.

Poronga

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