Isaac B. Singer  ” Keyla la rossa “

k.jpgicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Singer. Quello vero. ( Inedito in Italia ).

Traddles

One thought on “Isaac B. Singer  ” Keyla la rossa “

  1. Keyla è una splendida ragazza dai capelli rossi e dagli occhi verdi costretta a prostituirsi dall’età di 15 anni; “col passare del tempo era diventata talmente sguaiata e navigata che in quanto a parlare sporco e a snocciolare battutacce non era seconda a nessuna. Gli uomini facevano a botte per andare con lei. La pagavano il doppio della tariffa, ma a dispetto della sua spudoratezza Keyla era rimasta una donna schiva”. Innamorata del suo protettore, a un certo punto incontra Bunem, giovane figlio di un rabbino, e la sua già precaria e disgraziata vita, che da tempo riesce a sopportare solo grazie all’aiuto dell’alool, si complica ulteriormente.
    Dalla Varsavia degli inizi del ‘900 Keyla e Bunen si spostano in cerca di una vita migliore a New York, ma la loro resta una esistenza dannata.
    Nel romanzo i temi ci sono tutti: lo studio indefesso, l’eterno e continuo interrogarsi su tutto, le persecuzioni e le sofferenze, il rapporto con un Dio inflessibile e insensibile alle sofferenze del suo popolo eletto (“Nell’aria c’era un odore d’incenso. E Dio faceva il Suo mestiere – stava zitto”), il pessimismo (“L’amara verità era che non esisteva rimedio per alcun male”), il fanatismo religioso, l’umorismo yiddish (“Un sordo sente un muto che dice a un cieco: ‘Guarda quello storpio come corre’”); la stessa Keyla è in fondo un bel personaggio passionale, cinico e al contempo indifeso, dal grande cuore e dalla altrettanto grandi esplosioni d’ira; ma nonostante tutto ciò questo libro è stata per me una mezza delusione. I. S. rimane lontano dallo stupendo “La famiglia Moskat”, e sembra uno scrittore qualunque.
    Per me non più di due teste e mezzo di asinello

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