Marguerite Yourcenar “Novelle orientali”

margicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoDieci brevi novelle.

Io ho trovato incantevole la prima, “Come Wang Fô fu salvato“, trasognata allegoria sulla magia della pittura. Il vecchio Maestro dipinge e salva sé e il suo discepolo, che lo esorta: “Il mare è bello, il vento è favorevole, gli uccelli marini si stanno facendo il nido. Partiamo, Maestro mio, per le terre al di là delle onde”.

Le altre novelle mi hanno lasciato un po’ tiepido, al punto che solo questo altro passo mi è veramente piaciuto: “Non esaltare, come i pagani, la creatura a svantaggio del Creatore, ma non scandalizzarti nemmeno per la Sua opera”.

Dopo di che dal post-scriptum della stessa Yourcenar si apprende -almeno io ho appreso- che si tratta di novelle ispirate a favole, leggende o mitologie cinesi, balcaniche, greche.

Un’operazione estremamente colta e raffinata che però secondo me solo in parte si traduce nel piacere della lettura.

Continuo a ritenere Yourcenar una autrice di grande cultura ed eleganza, ma che solo a intermittenza riesce ad “arrivare” al comune lettore; a differenza ad esempio di Thomas Mann, che pure aveva una cultura mostruosa che traspariva appieno dai suoi libri.

Poronga

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