Franco Moretti “Il borghese – Fra storia e letteratura”

mor.pngicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Questo non è un romanzo ma ho pensato di segnalarlo perché parla di letteratura da un punto di vista che mi è sembrato affascinante. La chiave di volta è l’esame della figura del borghese e, anche se sono spesso citati Marx e Weber, Moretti si addentra soprattutto in quello che è il terreno che conosce meglio, cioè il romanzo moderno.

Franco Moretti insegna da molti anni negli Stati Uniti e infatti Il libro è stato scritto in inglese e tradotto in italiano non da lui. Tiene però contatti con l’Italia e ha curato per Einaudi una monumentale opera in 5 volumi chiamata proprio Il romanzo. E se vi fosse venuto il dubbio, sì, è il fratello di Nanni Moretti ed è anche apparso in un paio dei suoi primi film, quando li girava artigianalmente e faceva recitare i membri della sua famiglia ( che sia per questo che ha deciso di emigrare? ).

Il libro è molto denso, è una lettura impegnativa, a livello quasi accademico. In sole 150 pagine naturalmente non può parlare di tutta la letteratura degli ultimi tre secoli, ma l’impressione è quasi che lo faccia, per i legami profondi che sa mettere in luce fra diversi romanzi, tramite quel filo conduttore che è la figura del borghese moderno. In poche pennellate ci descrive e ci mostra come alcuni particolari ai quali non avevamo pensato non siano affatto casuali ma dipendano invece da fattori storici e letterari dei quali gli scrittori esaminati erano ben consapevoli. Ci mostra come la cultura borghese, nel suo significato più ampio di rapporti sociali, economici e politici, ha lasciato tracce nella letteratura andandole a scovare non solo nelle cose più evidenti – le storie, i personaggi – ma nell’uso di certi aggettivi o di certi verbi.

Trattando della figura del borghese nei romanzi moderni il secolo che la fa da padrone è l’Ottocento, anche se si parte da Robinson Crusoe e si arriva a Ibsen, passando dai grandi romanzieri francesi, da Mastro – don Gesualdo e naturalmente dai Buddenbrook. Ibsen è il punto di arrivo perché ” con il suo teatro è l’unico scrittore che guarda il borghese in faccia e gli chiede: Allora, dopotutto, che cosa hai portato al mondo?

l fascino del libro è dovuto soprattutto alla disinvoltura con cui Moretti si muove in una materia che conosce molto bene, e se farete la fatica di leggerlo credo che ne varrà la pena e sarete ricompensati gustandovi maggiormente i prossimi romanzi che leggerete e dei quali sarete in grado di cogliere nuove sfumature.

Traddles

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