Angeles Mastretta “Strappami la vita”

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Di Angeles Mastretta, scrittrice messicana, avevo letto con piacere “Donne dagli occhi grandi”. Ho quindi preso in mano volentieri il suo romanzo più celebrato, “Strappami la vita”; speravo meglio.

I protagonisti  sono il Generale Andrés Ascencio, governatore senza scrupoli dello Stato di Puebla e la moglie, Catalina Guzmàn. Il primo è una figura tipica della letteratura latino-americana; uomo soverchiante e prepotente, dal magnetismo quasi animale (i grandi personaggi di Màrquez fanno capolino), vive fuori e sopra le regole, seminando qua e là figli che Catalina accoglie senza obiezioni;  Catalina è una donna bella, forte e generosa, che subisce quel che deve subire, ma che è capace di vivere la sua vita, anche amorosa.

La parte migliore del romanzo è la narrazione del rapporto, abbastanza singolare fra i due che, a dispetto di tutto, è un rapporto di amore, specie da parte del Generale porcone, e che Catalina in qualche modo prosegue anche quando il marito le fa uccidere l’amante, pianista di successo (la fantasia certo non impera).

La storia dei due si intreccia, ma solo in superficie, con quella del Messico, che io ho capito essere collocata verso il 1915, poco dopo la rivoluzione messicana, solo grazie al riferimento agli uomini politici del tempo, quali Porfirio Dìaz; sullo sfondo le manovre di potere, le violenze, la corruzione, la povertà del popolo

Il romanzo si può leggere, ma anche no.

Poronga

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