Tove Jansson “Il libro dell’estate”

toicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Uno dei gioielli più luminosi della letteratura nordica.

Un libro splendido, allegro e disincantato, ironico e divertente, suggestivo e triste, sognante e pensoso da leggere e rileggere.

I semplici riti della quotidianità, la noia di una lunga estate marina, le minuscole avventure tra le rocce e la boscaglia che vi cresce intorno segnano le interminabili giornate trascorse su un’isola remota dell’arcipelago finlandese da una bimba e la nonna che osservano quanto le circonda con la provocatoria e spesso brutale franchezza di cui è capace chi non ha più (o ancora) nulla da perdere. Due personaggi femminili che contemplano la vita una con l’intimorita curiosità di chi vi dovrà presto nuotare dentro senza salvagente, e l’altra con quella strana, anelante stanchezza di chi ha la consapevolezza di doverla presto abbandonare.

Un raro mix di gioia e malinconia in un libro che indaga in modo arioso e lieve le piccole grandi emozioni che si muovono lente sotto la lucida superficie dei nostri giorni.

la signora nilsson

4 thoughts on “Tove Jansson “Il libro dell’estate”

  1. Benissimo ha fatto la signora Nilsson a segnalare questa scrittrice, veramente atipica e abile nel toccare corde emotive profonde. Ricordo che quando lessi ‘ Il libro dell’estate ‘ lo trovai subito molto lirico, ma all’inizio un po’ retorico, sensazione che poi svanì quando cominciai a capire ed apprezzare il suo stile. La Nilsson, con la sua sensibilità superiore – femminile? – ha invece capito da subito il valore della Jansson.
    Non so tu, ma io poi sono andato avanti con ‘ L’onesta bugiarda ‘ che mi è piaciuto anche di più e ti consiglio, e con due raccolte di racconti pure molto belli, ‘ Viaggio con bagaglio leggero ‘ e ‘ La barca e io ‘. Chissà perché invece mi sono lasciato sfuggire il contraltare di questo, ‘ Il libro dell’inverno ‘. Rimedierò, ma intanto mi aspetto di leggerne la tua recensione.

    • Ho letto ora l’autobiografico e acutissimo Fair Play, dove il rapporto sentimentale tra due donne artiste viene descritto senza mai citare esplicitamente i sentimenti. Una scrittura modernissima (e sì, a suo modo anche lirica, direi) che brilla di intelligenza… femminile.

  2. In una remota e deserta isoletta ai margini dell’arcipelago finlandese una ragazzina e sua nonna trascorrono l’estate immerse nella natura. Tra le due vi è un particolare rapporto: la nonna si dedica fra l’altro a riti un po’ misteriosi, cui introduce la nipote, la ragazzina non manca certamente di personalità e ogni tanto comanda pure la nonna a bacchetta: “Tira via i tovaglioli, disse Sofia. Sono ridicoli. La nonna tolse i tovaglioli”.
    Sullo sfondo aleggia la mera presenza del padre, sempre intento al lavoro, e di cui forse non viene riportata neppure una parola.
    Non ho provato l’incanto di cui parlano la signora Nilsson e Traddles e tutto sommato nel mio Pantheon letterario questa è stata una esperienza abbastanza trascurabile. Mi sa che la letteratura scandinava, salvo poche eccezioni, non mi si confà.

    • Che peccato, è un libro di una bellezza unica. Assolutamente unico. Di grande, benché delicatissima intelligenza, tutta riferita alla bimba, naturalmente. Ma forse ci vuole una sensibilità un poco particolare per avvertire la profondità delle semplici note che percorrono il testo con profonda raffinatezza

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