Lisa Ginzburg “Spietati i mansueti”

icona-voto-asino2icona-voto-asinoicona-voto-asinoicona-voto-asinoChe siano benedetti, e sopratutto sopravvivano, i piccoli editori. Gaffi ha sede a Roma, ha un catalogo di autori per la maggior parte a me sconosciuti, ma gli sono grato per aver pubblicato questo che a me sembra un piccolo gioiello nel suo genere, quello del racconto, che viene spesso trascurato.
Lisa Ginzburg è una scrittrice italiana che vive da diversi anni a Parigi, perché ama quella città e un po’ anche per scrollarsi di dosso l’ombra di una famiglia piuttosto ingombrante (è figlia di Carlo e nipote di Leone e Natalia, mica poco!). A Parigi sono ambientati quattro dei cinque racconti, l’ultimo invece a Roma, e comunque un po’ d’Italia c’è anche in un altro. Ma si vede che Parigi per la Ginzburg è una scelta di vita, perché la città è una vera co-protagonista e illumina ogni pagina.

Spietati i mansueti, che è anche il titolo di un racconto, è un verso di una poesia di Emily Dickinson. In un’intervista Luisa Ginzburg spiega: “Siamo circondati di sedicenti mansueti, di continuo viene usata la parola ‘empatia’ ma io trovo ci sia qualcosa di spietato in questo sbandierare la comprensione umana senza interrogarsi davvero sui suoi limiti e confini”.

Raccontare le trame non avrebbe senso, sono racconti brevi centrati su pochi protagonisti ed episodi ben definiti delle loro vite, come è nelle regole del racconto. C’è una donna che di lavoro scrive necrologi, ha un amante sposato e, incuriosita, va a spiarne la moglie; c’è una ragazza che ha subìto una orrenda violenza da adolescente e adesso ha un fidanzato che ama, ma non riesce ad aprirsi con lui e, per superare il trauma di anni prima, trova il coraggio di raccontare la sua storia in rete; un marito che ama la moglie, ma non sopporta più l’invadenza dei suoceri e alla fine trova consolazione in un rapporto omosessuale; c’è un padre con un figlio con gravi problemi mentali, si è separato dalla moglie pur mantenendo buoni rapporti e adesso deve far accettare al figlio la sua nuova compagna; e infine l’ultimo racconto, che si svolge a Roma o meglio in dialoghi via mail e ha per protagonista una donna che rivive un antico amore, anzi quasi due. Non è un caso che questo racconto sia stato messo a chiusura della raccolta, perché in qualche modo la compendia e la conclude, con un irresistibile senso di nostalgia.

Se volete tirarvi su il morale forse questo libro non è adatto; ma se volete leggere letteratura di qualità invece sì. C’è tristezza, c’è nostalgia, c’è senso di impotenza e c’è la grande malattia dei nostri tempi, l’incapacità di comunicare in modo vero e profondo. C’è tanto sesso, che non è erotismo, è proprio sesso come sfogo e tentativo di rimediare a quella tristezza e a quella incapacità di comunicare. Ma non è il sesso allusivo e volgare di molta letteratura, quella americana innanzitutto, è un sesso sfrenato, necessario, che vorrebbe essere liberatorio, ma che il più delle volte lascia i poveri protagonisti con i loro problemi irrisolti e qualche frustrazione in più. Insomma, un sesso senza gioia.

Voglio insistere su questo punto, perché fa capire le qualità di scrittrice della Ginzburg. Siamo invasi da libri che vorrebbero essere erotici, e invece riescono solo a parlare di sesso in modo volgare e ridicolo. La Ginzburg – che sono sicuro saprebbe parlare di erotismo se volesse – qui invece vuole raffigurare il sesso triste e disperato e ci riesce benissimo, senza mai essere volgare o banale, non lo mette per fare cassetta, ma perché è del tutto coerente e necessario alla narrazione. E questo secondo me è il marchio di chi sa scrivere, perché sul sesso casca l’asino (poi dopo aver letto il libro di Finzi… ) e molti scrittori anche rinomati ci si rompono le ossa.

Siamo d’estate, per distrarsi ci sono altri libri: questo è un libro per pensare. Ma – o proprio per questo – è un libro bellissimo.

Traddles

Se desideri acquistare questo libro puoi farlo qui: Spietati i mansueti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...