Kent Haruf “Le nostre anime di notte”

ha.pngDopo aver letto Benedizione, non ho comprato gli altri due libri della trilogia di Holt, perché il tono elegiaco, il ritmo lento di una narrazione in sordina che invita a guardarsi intorno senza fretta e ascoltare senza impazienza, mi aveva un po’ irritato. Insomma, pur riconoscendo i pregi del libro, mi era parso che Haruf fosse un autore che non faceva per me.

Poi, però, è uscito Le nostre anime di notte e la storia mi ha incuriosito spingendomi a tornare sulla mia decisione di lasciare Haruf ad altri lettori meno irrequieti, più tolleranti.

E ho fatto bene.

Perché questo, che è l’ultimo libro di Kent Haruf, che questi scritto prima di morire, ha una qualità diversa. Sotto la superficie levigata di una lingua piana e di una narrazione senza salti né accelerazioni, palpita una scabrosità, una ruvidezza ben diverse dall’accettazione del ritmo costante dei giorni di Benedizione, un respiro ansimante, come se i personaggi avessero sempre un po’ il fiato corto.

E ce l’hanno il fiato corto, perché sanno una cosa: la vita è breve, e finisce per tutti nella morte. Chi ha la fortuna di essere vivo ha il dovere di onorarla, vivendola. Di questo é convinta Addie e per questo ha il coraggio di fare qualcosa che le costerà la disapprovazione di tanti a Holt, ma le regalerà anche la gioia di sentirsi viva a settant’anni, malgrado una vita di dolore e di rassegnazione alle spalle.

La storia non la racconto, non ce n’è bisogno, ma è una storia di speranza e di amarezza, di estasi e di quotidianità, una storia vera, mi viene da dire, che incanta e commuove.

la signora nilsson

Se desideri acquistare questo libro puoi farlo qui: Le nostre anime di notte

4 thoughts on “Kent Haruf “Le nostre anime di notte”

  1. Non avevo mai letto nulla di Haruf, ma sono davvero grato alla signora nilsson per la segnalazione. l’ho letto tutto d’un fiato, è un libro poetico e delicato, dove delicato non vuole affatto dire lezioso ma di una delicatezza profonda. Rispetterò la scelta della nilsson di non raccontare la storia – che invece secondo me meriterebbe di essere raccontata, per la sua sorprendente originalità – ma devo dire almeno che è bello il messaggio di questo libro: la vita ci dà sempre un’altra opportunità, è sempre viva la speranza di raggiungere la felicità, purché si abbia il coraggio di lasciarsi andare infischiandosene di quello che dice la gente e delle catene invisibili con cui la società ci lega.

  2. Haruf è un grande, concordo in pieno con la recensione, lo trovo forte e delicato al tempo stesso. Poetico, mai banale e anche testimone di uno spaccato di vita americana.

  3. Al contrario della Signora Nilsson, io ho letto prima “Le nostre anime di notte”, che ho molto apprezzato, e poi la trilogia della pianura.
    In realtà sono abbastanza d’accordo con quanto dice la nostra Nilsson più sopra: la trilogia è buona scrittura, buone idee e buoni personaggi, ma non ha la forza graffiante di questo romanzo……..

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