John M. Coetzee “Aspettando i barbari”

aspDi Coetzee ho letto due libri, questo e “Vergogna”, rimanendo in entrambi i casi, ma soprattutto nel primo, abbastanza colpito.

“Aspettando i barbari” è un romanzo dotato di una potente forza ipnotica ed evocativa che, in certi momenti, mette disagio, diventa quasi sgradevole: lo scrittore quindi c’è, eccome.

Ambientato in una imprecisata cittadina sudafricana (un piccolo centro rurale?) in una imprecisata epoca (deve essere prima del ‘900) racconta la storia di un giudice bianco che ha sempre saggiamente e pigramente fatto il suo lavoro fino a quando non viene a contatto con i “barbari”, una popolazione autoctona colonizzata, forzatamente inurbata e schiavizzata.

Non avrei mai dovuto prendere quella lanterna per andare a vedere cosa succedeva nella baracca vicino al granaio. D’altra parte era impossibile, una volta presa quella lanterna, metterla giù”.

Questa, in sintesi, la sorte del giudice che vede e da quel momento non può più fare a meno di vedere la condizione disumana dei barbari.

Essi vengono per lui impersonificati da una giovane india dai piedi fracassati per le torture ricevute, e che lui comincia a curare, servire ed amare, trasformandosi dal suo padrone schiavo (bellissime sono le descrizioni, forti e febbrili, dei lavacri cui il giudice sottopone la ragazza).

Il giudice deraglia: viene destituito, imprigionato, torturato; perde tutto (questo tema è declinato anche in “Vergogna” di cui è anzi perno centrale).

Poi l’esercito se ne va, la bufera passa, il giudice viene riabilitato e si ritrova con la ragazza; ma niente sarà più come prima.

Poronga

Leggi anche questa recensione su altri libri di John M. Coetzee.

Se desideri acquistare questo libro puoi comprarlo qui: Aspettando i barbari

One thought on “John M. Coetzee “Aspettando i barbari”

  1. Come ho detto, a me di Coetzee è piaciuto praticamente tutto quello che ho letto, e dunque maggiore è stata la delusione con I giorni di scuola di Gesù. Di lui mi colpiscono la pacatezza e la profondità, la scrittura molto ragionata e i temi molto impegnativi che affronta. Su Aspettando i barbari concordo con Poronga – nelle mie note di molti anni fa avevo scritto ‘ un incrocio fra 1984 e Il deserto dei Tartari’, non se se sarai d’accordo – ma quello che mi è piaciuto di più è proprio Vergogna. E subito dopo Elizabeth Costello e La vita e il tempo di Michael K. Belli anche Foe – una rivisitazione di Robinson Crusoe – e Età di ferro. Invece ho lì da leggere da tempo Slow Man, che pare essere la sua opera forse più raffinata e cerebrale, dalla quale è stata anche tratta una Opera – in senso musicale. Ma a Poronga, che come me ama sconsideratamente Dostoevskij, consiglio soprattutto di leggere Il maestro di Pietroburgo. Nelle mie note non lo metto fra i suoi migliori, ma è un libro molto interessante, inquietante e sicuramente sembra di vedere Dostoevskij aggirarsi fra le pagine.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...