Carlo Rovelli “L’ordine del tempo”

rov.pngNuovo libro di Rovelli, nuovo bestseller. L’Italia ha finalmente trovato un divulgatore scientifico all’altezza di quelli internazionali, e infatti i suoi libri sono stati tradotti in molti paesi. E l’Asino si è occupato di due suoi saggi precedenti. Rispetto a Sette brevi lezioni di fisica questo libro è un po’ più impegnativo, ma anche in questo caso non si può non apprezzare lo sforzo di Rovelli di rendere se non semplici almeno intuitivamente comprensibili argomenti molto complessi. Qui poi si parla del tempo, ed è inevitabile un continuo andirivieni fra fisica e filosofia, in un serrato dialogo fra Aristotele, Newton, Leibniz, Einstein ed altri giganti del pensiero.

Come in Sette brevi lezioni anche qui Rovelli si scusa un po’ civettuolamente per essersi permesso di inserire una sola equazione ( per la verità ai miei tempi del liceo quelle con ‘ maggiore o uguale ‘ le chiamavamo disequazioni, ma non mi metto certo a discutere di matematica con uno del calibro di Rovelli ); attenzione però, c’è il trucco, perché le note sono zeppe di equazioni differenziali, spazi di Hilbert, hamiltoniane ecc. ma essendo appunto solo nelle note, sono un arricchimento per chi vuole e può ma non pregiudicano la comprensione del testo.

Come più o meno ormai tutti coloro che si dilettano di scienza sanno, da oltre un secolo la relatività di Einstein ha stravolto la semplice visione del tempo ( e dello spazio ) che soggettivamente tutti noi percepiamo – e ci mancherebbe altro, nelle faccende quotidiane quella concezione è indispensabile; ma come anche l’idea che la terra è piatta e il sole le gira attorno è stata ed è utile per scopi pratici, ma per fortuna l’homo sapiens – non tutti, ma diciamo parecchi – vuole andare più a fondo e allora cominciano le sorprese. Non esiste un tempo uguale per tutti, non esiste un tempo uguale in tutti i luoghi, e via dicendo in paradossi solo apparenti ma di cui ormai non si può non tener conto ( ne tengono conto, tanto per dirne una, i navigatori satellitari, questo non lo dice Rovelli ma ne sono ragionevolmente sicuro ). Le cose si complicano ulteriormente se, oltre alla relatività, entra in scena la meccanica quantistica, che fra l’altro è proprio il campo di studi di Rovelli. Non esiste un tempo assoluto, ” contenitore ” con una direzione univoca dal passato al futuro. E non ha senso chiedersi cosa stia succedendo ” ora ” su una stella lontana, non esiste un ” ora ” uguale per tutto l’Universo, come non ha senso chiedersi cosa c’era ” prima ” del Big Bang. Con ironia, Rovelli la mette in questi termini: ” Gli eventi del mondo non si mettono in fila come gli inglesi. Si accalcano caotici come gli italiani… Il mondo è più come Napoli che come Singapore.

Rovelli non si limita a parlarci delle teorie più moderne, ma si addentra in problemi di storia della scienza e di filosofia. Per tornare alla concezione del tempo ” contenitore ” che ci appare così naturale, può sembrare strano che sia una costruzione soggettiva ma ancora più strano è che, in questa forma che a noi sembra ovvia e imprescindibile, in realtà è piuttosto recente, cioè è la concezione di Newton. Non era l’unica, anche se ovviamente il suo genio ha spazzato via e sostanzialmente fatto dimenticare tutte le altre.

E’ inutile che adesso io faccia la divulgazione della divulgazione, né ne sarei capace, quindi l’invito è a leggere il libro. Leggetelo con curiosità e mente aperta, senza sperare di trovare verità accertate perché si tratta di materia complessa e di frontiera, dove continuamente sorgono nuove scoperte. Ma lo stato dell’arte è questo, e Rovelli lo padroneggia e ce ne parla con maestria e con le doti di scrittore di cui ha già dato prova. E stimolandoci con dilemmi che sono alla base del pensiero occidentale sin dalle origini, come quando dice: ” Tutta l’evoluzione del mondo della scienza indica che la migliore grammatica per pensare il mondo sia quella del cambiamento,non quella della permanenza. Dell’accadere, non dell’essere. ” Dopo 25 secoli, sembra che avesse ragione Eraclito e non Parmenide, con buona pace di Heidegger e Severino. Ce lo dice la scienza, non la filosofia ( ma in fondo, forse, sono la stessa cosa ).  Ma Rovelli è davvero uno scienziato-filosofo, perché nelle ultime pagine ci insinua il dubbio che potrebbe anche non essere del tutto vero!

Traddles

P.S. Avevo già scritto questa recensione quando vedo su La Lettura di domenica 2 luglio la recensione di D’Orrico, con cui vado fiero di non essere mai d’accordo. Un po’ turbato dal fatto che il voto che dà è ‘ altissimo ‘ – vorrebbe essere una spiritosata – sono stato poi confortato dalla lettura. A parte che trova il titolo brutto – io lo trovo bellissimo, ma de gustibus… – e definisce le Sette brevi lezioni  ‘ un manuale di fisica ‘ – e questo dice già tutto sul suo obnubilamento –  non ha capito niente del libro e soprattutto del pensiero di Rovelli e della sua visione della scienza, del mondo e del ruolo dello scienziato. Che è proprio il bello di Rovelli. Diventa lunga spiegarlo, ma se interessa se ne può discutere…

Se desideri acquistare questo libro, puoi cliccare questo link: L’ordine del tempo

Altri libri di Carlo Rovelli sull’Asino:
Sette brevi lezioni di fisica
La realtà non è come ci appare

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