Tiziano Terzani “Un altro giro di giostra”

terChe fai se un giorno ti dicono che hai un tumore maligno? La cosa migliore sarebbe riuscire a fare come Tiziano Terzani, che affronta la malattia con infinita saggezza. Si cura, innanzi tutto con la medicina ufficiale, ufficialissima. Va a New York, nel centro più avanzato per il trattamento di mali come il suo, e si sottopone quasi con curiosità, verrebbe da di dire quasi con entusiasmo, se non fosse un termine imbarazzante, alla chemioterapia, poi ai raggi.

Però, dimesso dai suoi medici “aggiustatori”, fra un controllo e l’altro, gira come un pazzo alla ricerca di cure. Va in India, Thailandia, Hong Kong, Filippine, Nepal, e prova di tutto, o meglio, si interessa a tutto. Dalla medicina ayurvedica ai santoni e guaritori, il reiky, l’imposizione delle mani, l’alchimia, la magnetoterapia, la cura con le piramidi, ecc. ecc.

Va, si informa, poi quasi sempre butta via le pillole (“cacherelle di capra”) o le gelatine al piscio di vacca che gli vorrebbero propinare, e che comunque paga, a volte anche salate.

T. narra un percorso di conoscenza e soprattutto di meditazione, e la cosa forse più impressionante è che lo fa trasmettendo uno stato d’animo lontanissimo non solo dalla disperazione, ma anche dalla paura. Ed è singolare questo suo eterno andare e venire fra realismo e misticismo, razionalità e fede.

Quello che, da malato, capisce, e insegna, è l’unità far corpo e mente, fra fisico e spirito, che si parlano e interagiscono; è che la salute è la risultante di uno stato di benessere non solo fisico ma anche mentale, come assai bene spiega la medicina ayurvedica.

In questa prospettiva T. scopre anche un collegamento fra medicina e filosofia, salvo poi interessarsi anche, in questa sua onnivora apertura, di teorie astruse o addirittura ciarlatane e che egli, quasi con bonomia, sa perfettamente essere tali.

Il libro, una specie di “diario di bordo”, è bellissimo per le prime 100 pagine, che da sole valgono la lettura; soprattutto il primo capitolo, che ne è un po’ la summa, e che non mi meraviglierebbe se fosse stato scritto per ultimo.

Scritto di getto, in modo quasi alluvionale, ha frequenti ripetizioni e insistenze; 150 pagine in meno sarebbero state opportune e nulla avrebbero tolto. Si tratta comunque della testimonianza eccezionale di un uomo di non comuni risorse (umane e morali, ma anche economiche, perché senza un bel po’ di soldi T. tutte le cose che descrive non avrebbe potuto farle), che questo libro appieno testimonia.

Poronga

Se desideri leggere questo libro, considera di acquistarlo qui: Un altro giro di giostra (Il Cammeo)

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3 thoughts on “Tiziano Terzani “Un altro giro di giostra”

  1. Mi sembra che la sua serenità sia solo di facciata, cerca di convincere gli altri ma si ritirò a vivere in solitudine in una casetta in montagna per molti anni, la realtà era molto più brutta di quello che voleva far credere.

    • Mah. Non sono affatto convinta. Si può raggiungere la pace del cuore anche nella grande sofferenza della malattia e Terzani quella pace la conosceva, come dimostra la luminosa serenità delle sue parole.

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