Anne Tyler “Una ragazza intrattabile”

ty.pngUna casa editrice statunitense ha chiesto ad alcuni scrittori famosi di reinterpretare in forma romanzata una commedia di Shakespeare per celebrarne i 500 anni dalla morte. Ad Anne Tyler è capitata “La bisbetica domata” che, dal punto di vista contenutistico, è abbastanza raccapricciante.

La bisbetica è Caterina, ragazza ribelle e linguacciuta, che viene domata dal suo futuro sposo a suon di ceffoni, digiuno e privazione del sonno. La commedia si chiude con la povera Caterina che così ne enuncia la morale: “Quale è l’omaggio che il vassallo deve al suo principe, tale è quello che deve a suo marito la donna”.

Invece di mandare l’editore a farsi f…. ehm, al diavolo, Anne Tyler accetta la sfida e scrive un romanzo alla sua maniera, dove della “Bisbetica” rimane il nome della protagonista, Kate, un padre che vuole maritarla, uno scarno matrimonio; ma lo sviluppo è tutt’altro.

Kate è una che certo non le manda a dire; espulsa dal college per aver definito -naturalmente a ragione- una lezione “penosa”, fa l’aiuto-maestra d’asilo (la descrizione dell’asilo, della sua vita e dei bambini è -non esiste altro termine- deliziosa) anche qui dicendo tutto quello che pensa, in primo luogo ai bambini; per esempio, al refettorio, che la pasta al sugo “odora di cane bagnato”; immaginatevi con quali effetti.

Kate ha perso presto la madre e vive col padre, uno scienziato strampalato e lunare, e con la sorella Bunny, che è un altro bel tipetto. E’ un ménage buffo ed eccentrico, dove si cucina una volta alla settimana sempre e solo il “pasticcio di carne”, non si svuota mai la lavastoviglie, vi sono strane regole da seguire, per esempio sui turni del bucato; una cosa tipicamente tyleriana.

Il padre di Kate ha un validissimo assistente, credo russo, il cui permesso di soggiorno sta per scadere; e per non perderlo chiede a Kate di sposarlo in modo da fargli acquisire la cittadinanza americana e farla in barba all’Ufficio Immigrazione, la cui presenza aleggia comicamente in tutto il romanzo.

Cosa succede ovviamente non lo racconto; dico solo che Anna Tyler, per la quale la normalità non esiste, è in formissima, scrive un racconto svelto e divertente che in certi momenti mi ha fatto proprio ridere di gusto, e ha i suoi tipici guizzi: per esempio quando il professore strampalato chiede al suo assistente “Come mai, tutte le volte che sto con delle donne per un po’ di tempo, mi ritrovo a chiedere: ‘Cosa è successo?’”.

Anne Tyler meriterebbe proprio un Nobel; altro che Bob Dylan…

Poronga

2 thoughts on “Anne Tyler “Una ragazza intrattabile”

  1. A Lucia dico che mi troverà al suo fianco. Anne Tyler è brava, ma il Nobel dovrebbe premiare chi è davvero straordinario. Però devo dire anche che sono stati premiati scrittori meno bravi di lei.
    A Poronga dico:
    1) lascia stare Dylan ( se fossi appassionato di letteratura americana contemporanea quanto lo sei tu direi: ” Sciacquati la bocca prima di parlare di Dylan ” )
    2) lascia stare Shakespeare ( 400 anni, non 500! diamo per scontato che ti sia scappato il dito sul tasto vicino )
    3) sono contento che ti sia piaciuta la riscrittura della Tyler, che in effetti è godibilissima. Dato che te l’avevo consigliata io, in privato ti manderò il mio IBAN perché tu possa sdebitarti con un piccolo contributo in stile royalties.

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