Jonathan Franzen “Libertà”

fr.pngUna bella storiona.

Walter è un uomo fondamentalmente ed essenzialmente buono, integro, ecologista strenuo e militante ossessionato dallo scempio che l’uomo fa della terra, sincero femminista, fedele.

Innamoratosene fin dal primo momento sposa Patty, donna ironica, enigmatica e un po’ triste.

Fra i due Richard, musicista talentuoso e marginale (nei periodi di magra ristruttura terrazze), sciupafemmine fascinoso e disincantato, unito a Walter da una fraterna e profonda -ma fino a un certo punto- amicizia.

Soprattutto Patty e Richard sono stati a un pelo dal mettersi insieme (per quanto il girovago Richard possa mettersi stabilmente con qualcuna, anche se questa qualcuna non avrebbe potuto essere che Patty), e Richard è sempre stato una presenza e un’ombra fra i due.

Il romanzo segue le alterne e varie vicende dei tre e di altri co-protagonisti: i figli di Walter e Betty, Jessica e Joel, la giovanissima moglie di quest’ultimo Connie, i membri dei gruppi familiari di Walter e Betty, ecc.

L’impressione complessiva è quella di una notevole difficoltà e complessità del vivere non tanto dal lato materiale -i protagonisti appartengono tutti alla upper class- ma su quello emotivo: una costante, enorme precarietà accoppiata a una sorta di impossibilità di non sbagliare sempre e comunque; con la depressione in agguato per tutti.

Come nelle “Correzioni” c’è una pesante e ingombrante sovrastruttura esistenziale che complica maledettamente e soprattutto precarizza esistenze, rapporti e sentimenti; un che di “cool” (non a caso parola che ricorre spesso nel romanzo) e “glamour” che allontana molto da un’esistenza naturale, semplice e vera. Walter simboleggia tutto ciò nei suoi sforzi strenui e impotenti di tornare una stato di naturalità, che lo induce a impegnarsi allo spasimo per costruire una riserva protetta onde salvare un piccolo uccellino dalla minaccia di estinzione, salvo poi il fatto che il partner e finanziatore dell’impresa è una devastante impresa per l’estrazione del carbone…

Insomma, una cosa molto americana, che almeno a me ispira un forte senso di alterità e di lontananza.

E così più o meno va avanti tutto il romanzo, che racconta la crisi di Walter e Patty come coppia, la crisi di Patty come donna, le alterne vicende di Richard, quelle di Joel, il rapporto fra Walter e la sua giovane e bella assistente Lalitha, e molto altro di cui però non dico per non rovinare il piacere della lettura a chi voglia impegnarsi in questo bel romanzo.

Dico solo che si arriva alla fine con Walter che vive ormai solo e isolato e malinconicamente attaccato al un ecologismo che è diventato anche un po’ strambo.

In questa situazione, dopo anni di separazione e silenzio, scopre che Richard ha inciso un disco bellissimo, intitolato “Canzoni per Walter”; ma soprattutto si vede arrivare Patty.

E l’incontro fra i due e quello che segue rappresenta una delle più belle cose che abbia mai letto.

Poronga

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