Georges Simenon “Il grande male”

simSono un appassionato di Simenon, (soprattutto, ovviamente, dei suoi romanzi e meno dei gialli, che comunque considero piacevoli e di buona qualità) a questo breve romanzo non ha tradito le mie aspettative.

Francia della provincia, dintorni di La Rochelle, ambiente di confine tra campagna e oceano, lavori nei campi, coltivazioni di cozze, pescherecci che scaricano pesce e l’immancabile bistrot nella piazza del paese, fulcro della vita di tutti gli abitanti. Si sente odore di alghe e di fieno tagliato.

Simenon in questo genere di costruzioni è un vero maestro, sarebbe stato un ottimo regista per la sua capacità di evidenziare dettagli che nell’insieme creano un ambiente assolutamente realistico e vivo.

Una famiglia composta da quattro donne, una vicenda cruda ed agghiacciante, un destino segnato per madre e figlie legate da una relazione soffocante e perversa.

Simenon traccia i profili delle quattro donne con la consueta sapiente capacità di scavare nell’animo umano e ci narra una storia psicologicamente contorta, fatta di perbenismo ipocrita, violenza nascosta e capacità di sopravvivere nel male.

La madre in particolare , perno del romanzo, possiede una freddezza fuori dal comune e mantiene una dignità orgogliosa e drammatica, nel disastro di cui è responsabile. Autoritaria, formale, psicologicamente violenta, tiene sotto il giogo le figlie di cui apparentemente sembra occuparsi amorevolmente. E’ un personaggio decisamente complesso.

Il destino è segnato, finirà male. Per tutte, tranne per la più giovane delle figlie, che grazie al suo equilibrio e ad un amante intraprendente e sincero, sarà capace di rompere l’inscindibile legame e fuggire verso una vita normale e serena.

Per la madre invece, pur nel dramma, il destino sarà molto meglio di quello che si sarebbe potuto immaginare: per lei infatti avrebbe potuto esserci un finale veramente tragico.

Non sarà così….e qui vorrei citare il nostro amato Woody Allen che diceva “ i cattivi devono aver capito delle cose che i buoni sono ancora ben lontani dallo scoprire…”.

Un buon romanzo, ricco di spunti su cui riflettere, che lascia un sapore molto amaro, anche se la vita intrapresa dalla figlia minore, ci rivela benevolmente che in qualche rara occasione, un animo gentile può riuscire ad affrancarsi dalle miserie umane.

Mr.Maturin

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