Robert Musil “L’uomo senza qualità”

muSono un po’ scosso.

Non mi è mai capitato di accostarmi a uno dei grandi classici della letteratura mondiale e di venirne respinto; per di più in modo radicale e brutale.

Ero preparato al capolavoro, sapevo di dover fare fatica, mi ci sono messo di impegno, umile e motivato, ma dopo cento pagine mi sono schiantato su questo libro che ho trovato -so di dirla grossa, ma è così- illeggibile.

Letteralmente non ho capito più della metà di quello che ho letto, mentre la parte che ho capito non mi ha detto nulla di interessante.

Insomma, uno strazio: ripartire da ogni capoverso, magari dopo aver letto e riletto quello precedente, e finire per dirsi “boh”, lottando nel frattempo contro la mente che se ne va per i  fatti suoi, non sta attenta, si distrae e pensa ad altro.

Ci sono opere, magari datatissime e strettamente figlie del loro tempo, che ci parlano, eccome, ancora oggi; ce ne sono altre che viceversa, fuori dal contesto che le ha generate, non hanno nulla da dire. Questa mi è sembrata una di quelle. Il che, di fronte a quello che viene indicato come una delle pietre miliari della letteratura di tutti i tempi, un po’ mi preoccupa.

Quindi ditemi, qual è il valore de “L’uomo senza qualità”?

O lo si può mettere fra i grandi sopravvalutati?

Poronga

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15 thoughts on “Robert Musil “L’uomo senza qualità”

  1. ahi povero tapino… come ti capisco! a me è successa esattamente la stessa cosa circa vent’anni fa!, ora LUSQ ha un posto inamovibile sullo scaffale, ma proprio non ho capito nulla. Solo che tu sei stato più bravodi me e l’hai detto, io non ci sarei proprio riuscito a provare umilmente a scalfire un mito.
    Silver 3

  2. Sull’Atlantico un minimo barometrico avanzava in direzione orientale incontro a un massimo incombente sulla Russia, e non mostrava per il momento alcuna tendenza a schivarlo spostandosi verso nord. Le isoterme e le isòtere si comportavano a dovere. La temperatura dell’aria era in rapporto normale con la temperatura media annua, con la temperatura del mese più caldo come con quella del mese più freddo, e con l’oscillazione mensile aperiodica. Il sorgere e il tramontare del sole e della luna, le fasi della luna, di Venere, dell’anello di Saturno e molti altri importanti fenomeni si succedevano conforme alle previsioni degli annuari astronomici. Il vapore acqueo nell’aria aveva il valore massimo, e l’umidità atmosferica era scarsa. Insomma, con una frase che quantunque un po’ antiquata riassume benissimo i fatti: era una bella giornata d’agosto dell’anno 1913.

  3. Nessuna persona normale può leggere L’uomo senza qualità a 20 anni! E quando io avevo 20 anni non conoscevo nessuna ragazza che nemmeno ci provasse. Neanche l’incipit. E nemmeno sapevano cosa fosse L’uomo senza qualità, al massimo avrebbero pensato al sequel di L’uomo a una dimensione. Quindi, cara Ayelet, se ti avessi conosciuto a 20 anni mi sarei certamente innamorato di te!

    • ” Infatti se di dentro la stupidità non somigliasse straordinariamente all’intelligenza, se di fuori non si potesse scambiare per progresso, genio, speranza, perfezionamento, nessuno vorrebbe essere stupido e la stupidità non esisterebbe. O almeno sarebbe molto facile combatterla. Purtroppo invece essa ha qualcosa di singolarmente simpatico e naturale … Non esiste una sola idea importante di cui la stupidità non abbia saputo servirsi, essa è pronta e versatile e può indossare tutti i vestiti della verità. La verità invece ha un abito solo e una sola strada, ed è sempre in svantaggio. ”
      Come si fa a non apprezzare chi scrive così? Questa è solo la trascrizione parziale del primo brano in ordine di lettura dei circa cinquanta che ho sottolineato, neanche tanti vista la mole dell’opera. Non vorrei ripescarli tutti, ma sarei disposto a farlo per difendere il mio amato Musil. Piuttosto devo dire che L’uomo senza qualità viene generalmente e giustamente ritenuto un romanzo, ma per l’impegno che richiede in effetti viene voglia di catalogarlo fra le opere di filosofia. Ma non è certo l’unico romanzo in cui le riflessioni affiancano e talvolta prendono il sopravvento sulla trama narrativa. Nessun altro Musiliano fra noi? Nemmeno per romanzi meno impegnativi come il Törless o Tre donne?

    • A pagina 54. Ma la mia è ancora l’edizione vecchia, in un unico volume di quasi 1.500 pagine e 1.200 grammi. Comunque è verso la fine del paragrafo 16.

  4. Mi dispiace leggere queste opinioni negative, e sicure di se stesse. Bocciare Musil? Ritenerlo sopravvalutato? Ma per favore… E’ un’opera immensa, filosofica, intelligente, tagliente, labirintica, molto lontana dal solito romanzo. Si è più che autorizzati a dire che non si è capito il testo e di conseguenza non lo trova nulla di che, ma mai che sia “illeggibile” in senso oggettivo. L’ho letto con molto piacere, faticando, ma ho tratto le mie soddisfazioni, e sicuramente è tra i libri che rileggerò. Ulrich, l’uomo senza qualità, con la sua ragione dalle mille possibilità e intrappolato nell’attesa di un qualcosa, Clarisse con il suo cuore e spontaneità, che fa traballare i mobili in casa quando suona Wagner al pianoforte assieme al marito, Arnheim l’opposto di Ulrich, che sa manovrare al meglio ogni opportunità, e sembra averne mille qualità. Ha tutto questo libro, tranne forse un po’ di calore, ma è tipico della letteratura tedesca, in genere.

  5. Trovo affascinante questo meccanismo per cui le cose scritte in rete sono in qualche modo sempre presenti, mentre quelle scritte su carta finiscono inevitabilmente sotto enormi cumuli di altra carta. Allora: la recensione dell’USQ è del 20 marzo 2016, nei tre giorni seguenti si accende un aspro dibattito, poi il silenzio. A distanza di 18 mesi si fa vivo uno spietato detrattore, a cui risponde, altri 8 mesi dopo, un appassionato difensore. A parte che, come è evidente dai miei commenti precedenti, io sono totalmente d’accordo con quest’ultimo/ultima, mi diverte moltissimo questo dibattito dilazionato, come le partite di scacchi per corrispondenza, quando fra una mossa e l’altra passavano mesi a causa dei lunghi viaggi per mare delle lettere.

    • Bella osservazione, metaforica. Io ho scoperto da poco questo sito e mi piace, tranne alcune stroncature nette, come Musil per l’appunto e Viaggio al termine della notte di Céline, che per me è un altro libro importantissimo e che non può essere liquidato in fretta. Da grande ammiratrice dell’USQ non posso fare altro che consigliarne la lettura, riprovandoci magari con più calma e tenacia. Sotto, un frammento tra i tanti che mi è rimasto impresso e che spero serva da motivazione:

      “Negli anni della maturità pochi uomini sanno, in fondo, come son giunti a se stessi, ai propri piaceri, alla propria concezione del mondo, alla propria moglie, al proprio carattere e mestiere e loro conseguenze, ma sentono di non poter più cambiare di molto. Si potrebbe sostenere persino che sono stati ingannati; infatti è impossibile scoprire una ragione sufficiente per cui tutto sia andato proprio così come è andato; avrebbe anche potuto andare diversamente; essi hanno influito pochissimo sugli avvenimenti, che per lo più sono dipesi da circostanze svariate, dall’umore, dalla vita, dalla morte di tutt’altri individui; e solo in quel dato momento si sono abbattuti su di loro. Quand’erano giovani la vita si stendeva loro dinanzi come un mattino senza fine, colmo di possibilità e di nulla, e già al meriggio ecco giungere all’improvviso qualcosa che pretende di essere ormai la loro vita; e tutto ciò è così sorprendente come vedersi davanti tutt’a un tratto una persona con la quale siamo stati vent’anni in corrispondenza, senza conoscerla, e ce la siamo immaginata completamente diversa.”

      • Stroncatura del “Viaggio”? Scusa ma ti ricordi male. Più in generale credo, qui come in generale, che occorra essere tolleranti, per esempio non imputando il diverso giudizio su un libro che ci è piaciuto molto o anche moltissimo a una lettura “frettolosa “. Grazie per la citazione che dice benissimo una cosa in cui credo, ossia che nella vita il caso conta molto; molto di più di quanto in genere siamo propensi ad ammettere.

  6. Il trucco per non sfracellarsi è leggerlo da giovani quando si fanno le letture esplorative. Da giovani si salta ciò che annoia. E anche da meno giovani bisognerebbe farlo (quando si ha sempre meno tempo da vivere e da leggere). La terza parte del libro è molto bella: è un romanzo classico di un grande romanziere (il rapporto fra fratello e sorella). Poi c’è una parte storica, quella sulla Cacania, che non è male e la parte filosofica assai ostica e difficile, su cui Cacciari ha scritto un libro che ho abbandonato ieri dopo venti pagine, perché mi mancano le basi filosofiche e la filosofia perciò mi annoia parecchio.
    Ciò detto ho intuito che è uno dei grandi libri del Novecento solo perché ho letto la terza parte e ho capito che Musil, quando vuole, sa essere anche un grande romanziere.

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