William Heat Least-Moon “Prateria”

pra.pngUn libro sul profondo sentimento di un uomo per la sua terra, deliziosamente anacronistico.

HLM riesce a scrivere 700 pagine su una piccola e assolutamente insignificante contea del Kansas, la Chase County, che ha poche migliaia di abitanti, per lo più anziani o vecchi.

Nell’epoca della civiltà di massa lui si occupa di villaggi ormai abitati da 5 o 6 persone superstiti, e ne racconta minuziosamente la storia, ricostruita con certosina pazienza; nell’epoca della velocità lui si muove quasi esclusivamente a piedi e batte il “suo” territorio palmo a palmo; nell’epoca dei ritmi frenetici lui è capace, con imperturbabile calma, di perdere ore e ore per contare da quanti legnetti è formato il nido di una specie di topone della zona; e non contento questo bel tipo, incurante di tutto e tutti, scrive un libro accettando la scommessa di raccontare cose che, in teoria, non dovrebbero interessare a nessuno. E, alla fine, questa scommessa vince alla grande.

HLM, insegnante di inglese di origine pellerossa, deve essere un personaggio unico ed incredibile.

Grazie alla sua curiosità onnivora ed enciclopedica, infaticabile scandagliatore di cose, persone e fatti, prende per mano il lettore e gli racconta di pietre, formazioni geologiche, erbe, praterie blu altre tre metri ed estese a perdita d’occhio, inondazioni, siccità, coyote, ferrovie, indiani, messicani, coloni, banditi, cacciatori, vecchie signore, pionieri, politici, processi famosi, edifici, strade, e via dicendo.

Di uno sperduto angolo del mondo, con appena duecento anni di storia nota alle spalle, racconta tutto perché tutto trova interessante e –miracolo- riesce a far trovare interessante.

A metà fra un guru e un bambino, HLM scrive un libro specialissimo e non classificabile in alcun genere, ma che mi sono veramente goduto (salvo le introduzioni ai singoli capitoli, che a un certo punto ho incominciato a saltare) in una esperienza che ho trovato a suo modo unica.

Ho provato a ripetere l’esperimento con il più conosciuto “Strade blu”, cronaca di un vagabondaggio fra le strade secondarie e quasi deserte degli Usa, ma con molta minore soddisfazione.

Poronga

2 thoughts on “William Heat Least-Moon “Prateria”

  1. Già, Prateria. Riaffiorano i ricordi dopo 20 anni. Idea bellissima, ma noia mortale. Sarà senz’altro un mio limite ma a me sono sembrate storie che, appunto, non interessano a nessuno, e per buoni motivi. Ripeto, l’idea è bellissima, soprattutto in un momento in cui cominciavamo ad essere tormentati dalla globalizzazione, passare dal cannocchiale al microscopio poteva essere affascinante. Capisco benissimo l’entusiasmo di Poronga, io stesso ero stato spinto a leggere ‘Prateria’ dall’entusiasmo di un amico; ma, semplicemente, non è scattata la scintilla.

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