Nikolaj Leskov “Il viaggiatore incantato”

leskUn’opera molto “russa”, e questo è già un gran complimento.

Su un battello in navigazione un uomo dalle umili origini -autentico e riuscitissimo rappresentante dell’anima del popolo russo, quasi l’altra faccia della Platon Karataev tolstojano- racconta la sua vita avventurosa, passionale e violenta ad un gruppo di compagni di viaggio.

L’ “incanto” pare appartenere più a chi, avvinto dal racconto, ascolta, che a chi narra.

Ci sono episodi bellissimi, quali la sfida a colpi di frusta con il capo tartaro per la aggiudicazione di una puledra, la prigionia nella steppa, le sfrenate corse a cavallo, l’allevamento di una bimba neonata, che dipingono un uomo dalla forza e della capacità di sopportazione sovrumane, ma al contempo di animo semplice e puro.

Ciò che più colpisce del libro è la semplicità quasi fanciullesca dei sentimenti; sentimenti però che, forse proprio grazie a questa semplicità, sono sempre di smisurata grandezza e, perciò, irresistibili.

Per un cavallo si dà o si prende una vita; ai piedi di una donna si getta il proprio destino senza esitare un istante: “Una donna vuole tutto il mondo, perché lei apre una tale piaga, che tutto l’impero non basterebbe a guarirtene, mentre lei in un attimo può sanarla“.

Un libro che chi ama la letteratura russa non può non apprezzare.

Traduzione di Tommaso Landolfi, notevolissimo scrittore del novecento italiano ingiustamente quasi dimenticato, che gli addetti ai lavori definiscono bellissima.

Poronga

2 thoughts on “Nikolaj Leskov “Il viaggiatore incantato”

  1. Bravissimo Poronga a riportarci ai grandi classici, ‘Il viaggiatore incantato’ è un libro straordinario. Due sole annotazioni. Che secolo incredibile è stato l’Ottocento per la letteratura russa! Sono stati talmente tanti i giganti – Tolstoj, Dostoevskij, Turgenev, Čechov, Puškin, Gogol’, Gončarov (e non dimentichiamo Lermontov, che forse solo per essere morto giovanissimo non rientra fra i grandissimi ) – che Leskov sembra quasi un minore, ma tale non è. Eppure è ricordato quasi solo per questo libro, mentre ha scritto molto altro. Poronga, puoi aiutarci a orizzontarci?
    Mi fa piacere che si sia parlato anche di Landolfi, a mio avviso uno degli scrittori più raffinati del Novecento e probabilmente quello che sapeva usare la lingua italiana con maggiore maestria. A chi vuole scoprirlo, o riscoprirlo, suggerisco di leggere almeno ‘ Le due zittelle’. Una curiosità: Landolfi ha tradotto molti scrittori russi, ma non conosceva il russo, si basava sulle traduzioni francesi. Ma, essendo un grande scrittore, il risultato era eccellente

  2. Ahia, ho pensato, Tiresia mi ha incastrato, chè di Leskov non ho letto altro. Invece no! Di L. ho letto altre due cose di cui non mi ricordavo.
    Che bellezza le note di lettura che riportano alla luce libri che altrimenti cadrebbero nell’oblio.
    Quindi passo a parlare della prima opera, aprendo nuovo e apposito “topic”.

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