Björn Larsson “Il Cerchio Celtico”

cercUlf, uno skipper svedese che vive a bordo della sua barca a vela, il Rustica, in una fumosa e algida notte invernale incontra a bordo di un traghetto uno scozzese di nome McDuff; questi gli parla di uno skipper finlandese di nome Pekka che a bordo del suo catamarano solca i mari del Nord in compagnia di una misteriosa donna.

Raggiunta la sua barca, Ulf convince Torben, suo imperturbabile amico, raffinato enologo ma a corto di esperienze marinare, a imbarcarsi con lui in un giro per i procellosi e pericolosi -specie di inverno- mari del Nord per far luce sulla strana e oscura vicenda che il misterioso McDuff gli ha accennato.

Correndo seri rischi personali Ulf e Torben scoprono l’esistenza di una organizzazione segreta, il Cerchio Celtico, che si sta armando con il sogno di ridare autonomia e indipendenza ai popoli celtici di Scozia, Galles, Irlanda, Francia e Galizia, oppressi e in lotta per mantenere la loro cultura e identità.

Al centro vi è la bella Mary, dal celtico fanatismo, amata da McDuff di un contraccambiato ma impossibile amore (che bene non ho capito perché sia impossibile), che rischia più volte la vita per poi andarsene verso un nuovo amore e una nuova esistenza.

Il pregio del romanzo mi è parsa la presenza del Rustica, che ne è uno dei protagonisti principali, insieme ad alcune descrizioni di Ulf/Larsson, che su una barca ha veramente vissuto per alcuni anni, circa la vita di mare: “Essere lontani da tutto come si è solo in mare e l’attimo dopo sentirsi forse più a casa che in qualsiasi altro posto“; “Dopo una mezz’ora sono entrato nel ritmo della navigazione notturna, con quella strana sensazione di trovarsi in uno spazio vuoto di emozioni”; “Tra il sole e l’isola di Coll si ammassavano nuvole pesanti, illuminate dal basso in tutte le sfumature del rosso. Anche il mare aveva il colore del sangue. Le isole erano croste bruno-rossastre. Era dolorosamente bello”.

Per il resto il libro mi ha deluso: in particolare la trama, con tanto di decapitazioni, riti esoterici, cupe congiure, mi è parsa alquanto scombiccherata e decisamente poco avvincente.

Come giallista Stieg Larsson batte Bjorn Larsson 4 a 0.

Poronga

2 thoughts on “Björn Larsson “Il Cerchio Celtico”

  1. Caro Poronga sono del tutto d’accordo, vedi anche il mio commento a “raccontare il mare” . Larsson ha esaurito la sua vena di scrittore con i primi due / tre romanzi , john silver in testa. Poi ha continuato a scrivere per inerzia o per necessità’, non è certo il primo… E i nefasti risultati si vedono, con danni e beffe per i lettori…..

  2. Vorrei prendere le difese di Björn Larsson, anzitutto sul piano umano, perché l’ho visto un paio di volte in televisione e una volta dal vivo, e mi è sembrato una persona genuina, uno spirito libero che ama la letteratura – prima che uno scrittore, è un vorace lettore – che ama il mare e che non rinuncerebbe alla sua dignità per motivi commerciali. Che poi, come tutti gli scrittori, abbia dei momenti migliori e altri meno è inevitabile ( a me, per esempio, non è piaciuto per nulla Il segreto di Inga, ma non mi sono sentito beffato, lo considero semplicemente un passo falso). Luigi dice che andavano bene i primi due o tre romanzi: il primo è Long John Silver, che mi pare sia piaciuto a tutti; il secondo ( in Italia, ma in originale uscito prima ) è proprio Il cerchio celtico. A me era piaciuto, capisco le perplessità di Poronga su certi aspetti, ma forse Larsson voleva rendere proprio quell’atmosfera magica e ” druidica ” inestricabilmente legata ai Celti. Anche a me era sembrato a volte un po’ ingenuo, ma avevo apprezzato il coraggio di rivisitare un genere caduto in disuso, il vero romanzo d’avventura. Il terzo libro è Il porto dei sogni incrociati, poetico e bellissimo. E veniamo a L’occhio del male, che aveva già attirato le pesanti critiche dipietristiche di Luigi ( “che c’azzecca?” ). A me pare che avere immaginato, prima del’11 settembre, un attacco terroristico dell’Islam radicale al cuore della civiltà occidentale, e aver messo in luce le tensioni fra radicali e moderati ( l’eroe del romanzo è un mussulmano molto intelligente e tollerante ) non sia merito da poco. Segnalo poi un altro libro che a me era piaciuto parecchio, Otto personaggi in cerca ( con autore ). Infine, nel paragone fra Stig e Björn, sarà vero che come giallista Stig vince 4 a 0, ma come valore letterario il risultato si inverte.

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