Erich Maria Remarque ” La via del ritorno “

remaAlcuni scrittori sono indissolubilmente legati ad un unico libro. E’ il caso del tedesco Remarque, il cui nome fa subito venire in mente Niente di nuovo sul fronte occidentale, indubbiamente il suo capolavoro, ma di certo non il solo bel romanzo che abbia scritto. Molto tempo fa avevo letto Tempo di vivere, tempo di morire, ambientato non nelle Prima ma nella Seconda guerra, e l’avevo trovato decisamente bello. Ma confesso che non sapevo che Niente di nuovo … fa parte di una trilogia sulla Prima Guerra Mondiale, di cui La via del ritorno è il secondo romanzo. Il terzo si intitola I tre camerati, e forse varrà la pena di leggere anche questo.

La via del ritorno ha tutte le caratteristiche del sequel di Niente di nuovo… ma non dovete pensare a certi polpettoni letterari o cinematografici, qui stiamo parlando di letteratura di alta qualità. Nel breve prologo siamo ancora nelle atmosfere del romanzo precedente, con i soldati in trincea, le bombe, i morti eccetera. La guerra per fortuna finisce e seguiamo le vicende di un gruppetto di sopravvissuti, tutti giovanissimi, tutti originari delle stesse zone, che tornano a casa, alcuni così giovani da tornare addirittura sui banchi di scuola a riprendere gli studi interrotti. Ma continuano ad essere tormentati dalle ombre dei camerati morti, dei nemici uccisi, delle atrocità vissute. E soprattutto, si sentono separati da un muro invisibile rispetto a chi la guerra non l’ha vissuta, si sentono a disagio con i ” civili ” e le loro ipocrisie, e riescono a capirsi solamente fra di loro, tanto l’esperienza li ha segnati e resi diversi. La presenza di questo muro invisibile ma invalicabile è davvero il centro del romanzo, e Remarque ci fa entrare con grande abilità nel mondo interiore dei suoi personaggi, con le loro differenze ma anche con il loro destino comune. Mi limito a due citazioni che mi sembrano rendere bene lo spirito del libro: ” Siamo adatti per la pace? Siamo, in genere, adatti a qualcos’altro che non sia la vita del soldato? ” ” Come se qualcosa ci sfuggisse. Troppe volte e a più di uno è sfuggito qualcosa: nientemeno che la vita. ”

Niente di nuovo sul fronte occidentale è uno dei libri antimilitaristi più belli e importanti che siano mai stati scritti. Non per nulla i nazisti, appena arrivati al potere, lo misero al bando, assieme a tutte le altre opere di Remarque. La via del ritorno è altrettanto impegnato sullo stesso tema, ma lo affronta da una prospettiva diversa, quella delle ferite psicologiche che la guerra lascia in chi la combatte, rendendo difficile o impossibile il ritorno alla vita civile e ai normali rapporti umani. Oggi il tema può sembrarci meno originale e dirompente, molti studi psicologici sono stati fatti sui reduci della Seconda Guerra, del Vietnam, dell’Afghanistan e altre, e molti romanzi e film hanno affrontato il tema da mille angolazioni. Ma non dobbiamo dimenticare che Remarque è stato un indiscusso capostipite.

Tiresia

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