Heinrich Böll “L’onore perduto di Katharina Blum”

BollKatharina è una ragazza di 27 anni, bella e di umili origini.

È a suo modo una persona praticamente perfetta: limpida, onesta, coraggiosa, con un ferreo sentimento della propria dignità personale.

Una sera per caso lei -che pur corteggiatissima anche da persone di alto rango non ha mai dato corda a nessuno, guadagnandosi la fama di donna probabilmente frigida- incontra a una festa un uomo; balla con lui tutto il tempo, se lo porta a casa, ci fa l’amore, se ne innamora. Poiché l’uomo è ricercato per reati politici lo aiuta a fuggire.

Qui inizia il suo calvario.

La cosa va a finire sui giornali, e specialmente uno, quello più importante, in pochi giorni massacra letteralmente Katharina e quello che è rimasto della sua famiglia. Tutto questo grazie all’opera di un cronista che definire un porco è un eufemismo.

Ma Katarina….

Böll è bravissimo. Racconta senza accenti, in modo algido e a volte ironico una storia che fa fremere di sdegno.

Katharina è un personaggio bellissimo: un gigante in senso morale che, senza agitarsi più di tanto, soffre (molto), combatte, e spazza via i pigmei che l’hanno crocifissa.

Anche qui Böll non rinuncia alla sua opera di denuncia e critica della società tedesca del dopoguerra (ipocrita, perbenista, materiale), che la parabola da lui narrata serve egregiamente, pur senza ridursi esclusivamente ad essa.

A me questo breve romanzo è piaciuto moltissimo; forse più dei pur acclamati “ Opinioni di un clown” e “Foto di gruppo con signora”.

Poronga

4 thoughts on “Heinrich Böll “L’onore perduto di Katharina Blum”

  1. Temo di non amare la letteratura tedesca che per questo ho pochissimo frequentato, ma, incuriosita dalle parole di poronga, ho letto Katharina Blum.
    Mi ha intrigato una scrittura apparentemente fredda e oggettiva che invece nasconde una forte tensione critica nei confronti di chi abusa del proprio potere unita a una profonda partecipazione umana per chi di questi inumani soprusi è vittima.
    Devo tuttavia ammettere che mi è venuto il dubbio che, a incontrarla, Katharina fosse una donna che mi avrebbe ispirato un’istintiva antipatia benché Boll faccia di tutto per convincerci che la sua rigidità sia la naturale conseguenza di una tanto insolita quanto ammirevole dirittura morale in un mondo che sembra quasi non prevederla più, e solo a fatica riconoscerla.
    Di certo lo sviluppo drammatico degli eventi, l’esplosione improvvisa della violenza nella vita di chi sino a quel momento non ha mai avuto motivo ne’ mai sognato di farvi un giorno ricorso, sgomenta, anche se la storia sembra un po’ troppo esemplare per potervi vedere qualcosa di più del suo valore di monito sociale, come del resto dimostra chiaramente il sottotitolo “Come può nascere e dove può condurre la violenza”.

  2. Un grazie a Lucia per aver riportato il sottotitolo, che è importante almeno quanto il titolo. E un grazie a Poronga per aver segnalato questo libro. Io non ho antipatia per la letteratura tedesca, anzi, ma ne ho molta per Günter Grass e, chissà perché legavo Böll a Grass. Così soltanto pochi anni fa ho letto Opinioni di un clown, che mi è piaciuto molto, e adesso questo, che pure mi è sembrato molto bello. Su Katharina condivido più il parere di Poronga che quello di Lucia: ha una statura morale talmente superiore a tutti quelli ce la circondano, e una tale candida ingenuità che a me risulta anche simpatica ( ma non credo che l’obiettivo di Böll sia quello di renderla simpatica ). A ciò si aggiunge che Böll ha una scrittura fredda, precisa, essenziale, e uno sdegno che si trasforma in dirompente denuncia sociale… insomma, un grande libro.

    • scusa tr… ops, tiresia,
      ma quale autore può non desiderare che la sua eroina risulti simpatica ai suoi lettori? e soprattutto nel caso di un personaggio come Katharina, di cui Boll desidera evidenziare la statura morale (del resto, rovesciando la questione, come può un lettore ammirare un personaggio che gli risulti istintivamente antipatico)?

  3. Beh, per esempio l’untuoso Smerjakov dei Karamazov è un bellissimo, odioso personaggio.
    Comunque sono d’accordo con Tr… ehm Tiresia sul fatto che l’obbiettivo di B. non fosse quello di rendere Katharina simpatica (in effetti io se mi sia o no simpatica non me lo sono neppure chiesto; forse no, ma forse anche si)

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