Patrick Modiano “Fiori di rovina”

fioriStorie rievocate ma che si perdono e non si sa come finiscono; personaggi che compaiono e scompaiono come ectoplasmi; luoghi –tantissimi- della Parigi fra gli anni ‘30 e gli anni ‘60 continuamente evocati ma che nulla dicono a chi questa città non conosca benissimo.

Il tutto all’interno di un’atmosfera in bianco e nero fumosa e vagamente trasognata, quasi onirica.

A me questo piccolo libro ha però dato assai poco, lasciandomi la sensazione di acqua che scorre su una lastra e che, asciugandosi, non lascia traccia.

Mi rendo conto che Modiano possa piacere, anche molto. Ma, almeno per questo libro, non è il mio caso.

Poronga

 

One thought on “Patrick Modiano “Fiori di rovina”

  1. Mi spiace, Poronga, che questo libro non ti sia piaciuto, ma non mi sorprende, nel senso che leggendo ‘Dora Bruder’, da tutti definito il suo capolavoro, mi sono accorta su quale sottile equilibrio si fondi la scrittura di Modiano. E se questo è un libro minore, è facile che quell’equilibrio, incrinandosi, abbia reso impossibile quel dialogo col lettore, le sue emozioni e la sua indignazione morale, che dà profondità invece a un libro come ‘Dora Bruder’.

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