Ava Auđur Olafsdottir “L’eccezione”

olafAva Auđur Olafsdottir numero 3.

Dopo quella storia gentile e piena di grazia che è «Rosa candida» e il più bizzarro e divertente, ma altrettanto delizioso «Ogni donna è un’isola», ecco un altro libro che racconta con ironia i sentimenti che giorno per giorno illuminano la nostra vita.

Un uomo che ti abbandona dopo undici anni di matrimonio; un padre che non hai mai conosciuto e ti lascia in eredità un’urna da accompagnare fino a una lontana casa sul mare; una vicina nana, psicoterapeuta di coppia durante il giorno e scrittrice di gialli di notte, che ti offre consigli su come affrontare il dolore in cambio del cibo di cui il suo frigorifero sembra perenemmente sguarnito; una bimba piccola piccola che ti chiama da un paese tormentato dalla violenza sono descritti con una leggerezza quasi miracolosa.

Olafsdottir è capace di raccontare lo choc dell’abbandono con sincerità sorprendente, ma senza alzare mai la voce nè calcare la penna, creando invece un canovaccio di episodi bizzari e piccoli gesti quotidiani che pian piano guariscono e riportano la vita a fiorire tra i mucchi di neve e le spiagge di sabbia nera dell’Islanda, strana terra di grandi narratori di storie in bilico tra realtà e sogno, luce e buio, caos e bellezza.

la signora nilsson

3 thoughts on “Ava Auđur Olafsdottir “L’eccezione”

  1. Invidio le capacità di sintesi della Signora Nillson: in poche righe ha dato una perfetta immagine del libro, stimolandomi a leggerlo e fornendo tutte le principali coordinate. Mi limiterò a dire che non conoscevo Ava Olafsdottir ma ho subito ritrovato e apprezzato le caratteristiche di una letteratura, quella islandese, che esprime un numero incredibilmente alto, considerando l’esiguità della popolazione, di scrittori e scrittrici di livello. E adesso corro a leggere gli altri due libri della Olafsdottir.

  2. L’eccezione a regole che comandano un mondo malridotto, ripiegato su se stesso, senza la reale volontà di guarigione. L’eccezione di accogliere e includere nella propria vita dardi, fulmini, tempeste e sapere disegnarsi l’approdo fra uccelli marini, con una mano sicura che ti riporta sulla terra.
    L’eccezione di una donna molto bella e molto brava, consapevole di tutto questo, ma capace soprattutto di non farlo pesare al suddetto mondo. Glielo dicono tutti che lei è una donna eccezionale, e anche chi non lo esprime a parole, lo trasmette comunque questo semplice messaggio, ma lei passa oltre, sempre presa dal concreto della vita, una vita che vissuta da lei sembra quasi poesia. L’eccezione di un mondo retto dalla donna, dove l’uomo lascia la casa, lascia la terra, ma anche lascia alla donna la libertà di proseguire da sola – e lei che sola non è farà poi molta strada-.

    Una scrittura femminile, che non si mette cappello e baffi per fingersi altro, che dell’uomo salva solo la bellezza e la sensualità, senza soffermarsi a sottolineare limiti o difetti – eppure quel marito, che sceglie di lasciare la famiglia la notte dell’ultimo dell’anno, a noi appare più frivolo e spavaldo, che non libero e liberato, e le due volte che fanno l’amore, leggi il fumetto uscire dalla testa di lui: –

    Un libro che ha qualcosa del film documentario sulla vita nel profondo Nord, dove elementi geografici giocano a palle di neve con le pieghe dell’anima, mai ci si abitua al buio ma ci si può sdraiare sull’amaca a Gennaio e guardare le stelle, si passa l’inverno ad aspettare l’estate, e si gioisce per le nuove foglioline di menta che spuntano in cucina. Infatti, quando la protagonista si allontana dall’isola, tutto si fa più vago e comune, ma poi quando la nave si avvicina alla costa, torna la Marìa che conosciamo, e vorremmo continuare a sapere di lei e della sua vita eccezionale.

    Mai dimenticare che la vita non è un romanzo!
    E allora l’autrice sceglie di non definirne il finale, si limita ad abbozzare in corsivo, un’idea di chiusura, ma la storia della sua Marìa resta lì, sospesa come gli uccelli che nidificano negli interstizi delle rocce a picco sul mare.
    E a noi dispiace abbandonare questa epopea quotidiana, questa insolita eroina che abita lidi lontani freddi e bui, ma che ci regala pensieri di luce e abbondanza.

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