Alessandro Baricco “Emmaus”

emmeuasBaricco mi è simpatico. Trovo sia un grande comunicatore. Sa come parlare a un pubblico attento,fa un sapiente uso delle pause, usa con simpatia e disinvoltura l’ironia. Sa cogliere l’essenza e la bellezza dello scritto e le sa condividere. E’ profondo e sa incantare (consiglio vivamente a tutti di vedersi su you tube la puntata di Totem, dove Baricco legge brani del Cyrano)

Come scrittore, secondo me, ha scrtitto alcune belle cose (primi fra tutti “Oceano mare”e”Il pianista sull’oceano”, che consiglio caldamente…..) , ma purtroppo non sempre ci è riuscito, è il caso di “Emmaus”.

P. Cameron nella postfazione di Stoner sostiene che “ si possono scrivere dei pessimi romanzi sudelle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria”. Per Emmaus, di Baricco, buona la prima!

Nella sua storia c’è di tutto: un numero inquietante di suicidi, un assassinio, diciottenni da oratorioche girano armati, citazioni evangeliche, una specie di ninfomane (perdonatemi veramente il termine, ma non me ne viene assolutamente nessuno di migliore) che organizza orge a spron battuto e, nonostante tutto questo, all’attonito lettore non viene mai regalata la benché minima emozione, preso com’è a cercare di capire che cosa sta succedendo e oppresso da una prosa esageratamente ricercata e spesso del tutto incomprensibile.

La lingua italiana è spesso forzata e un po’ distorta: molti grandi ci hanno provato infrangendo regole e consuetudini ed ottenendo ottimi risultati, ma al contrario di Baricco in questo caso, avevano qualcosa da dire. Non come il nostro che ci narra una storia adolescenziale, poco credibile e sconclusionata.

Se qualcuno ha apprezzato il motivo per cui è stato scritto, allora me lo spieghi, perché io non l’ho capito………

Mr. Maturin

 

One thought on “Alessandro Baricco “Emmaus”

  1. A me invece “Emmaus” è piaciuto e, anzi, mi ha riconciliato con Baricco.
    La storia di questi quattro diciottenni che suonano la messa in chiesa, fanno volontariato in ospedale con gli anziani svuotando le loro sacche di urina, ma che hanno ciascuno -tranne forse uno- un proprio inferno personale, e la cui vita non passa indenne dall’irrompere di una ragazza ipersessuale e dalle tendenze suicidarie, mi ha in qualche modo colpito.
    Baricco mette il suo talento al servizio di una storia oscura, abbandonando quello stile levigato e ammiccante che mi aveva così disturbato, e prendendosi dei bei rischi senza nessuna preoccupazione di cassetta.
    Se lo scopo era quello di illustrare le oscure e minacciose forze che agitano ogni post-adolescente, talora spingendolo quasi per caso sull’orlo di un precipizio, lo scopo è ben raggiunto; naturalmente e sempre secondo me.
    Poronga

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